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	<title>Bergamo Sera &#187; I grandi fatti</title>
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	<description>Notizie e curiosità da Bergamo e provincia</description>
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		<title>Il tribunale: niente libertà vigilata, Vallanzasca resti in carcere</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 12:41:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[vallanzasca]]></category>

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		<description><![CDATA[MILANO &#8212; Aveva chiesto la liberazione condizionale per scontare la pena in libertà vigilata. Il tribunale di sorveglianza invece ha dichiarato inammissibile l&#8217;istanza presentata da Renato Vallanzasca per scontare la pena fuori dal carcere. L&#8217;ex capo della Mala, condannato a 4 ergastoli e a 260 anni di carcere, detenuto da circa 40 anni inframmezzati da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_39234" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.bergamosera.com/cms/wp-content/uploads/2010/06/vallanzasca.jpg"><img src="http://www.bergamosera.com/cms/wp-content/uploads/2010/06/vallanzasca-300x225.jpg" alt="Renato Vallanzasca" title="Renato Vallanzasca" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-39234" /></a><p class="wp-caption-text">Renato Vallanzasca</p></div>
<p>MILANO &#8212; Aveva chiesto la liberazione condizionale per scontare la pena in libertà vigilata. Il tribunale di sorveglianza invece ha dichiarato inammissibile l&#8217;istanza presentata da Renato Vallanzasca per scontare la pena fuori dal carcere.</p>
<p>L&#8217;ex capo della Mala, condannato a 4 ergastoli e a 260 anni di carcere, detenuto da circa 40 anni inframmezzati da alcune evasioni, era presente all&#8217;udienza ed è uscito dall&#8217;aula visibilmente adirato. &#8221;Ripresenteremo la nostra istanza&#8221; ha subito chiarito il suo l&#8217;avvocato.</p>
<p>Renato Vallanzasca si è reso protagonista, durante gli anni Settanta, di episodi efferati anche in Bergamasca. Il 6 febbraio 1977 uccise il maresciallo della Polizia Stradale Luigi D’Andrea e dell’appuntato Renato Barborini al casello autostradale di Dalmine. </p>
<p>Era la domenica mattina del 6 febbraio 1977 quando un’auto sospetta venne segnalata dalla Polstrada e una pattuglia venne mandata per il controllo. Non appena furono chiesti i documenti avvenne la sparatoria. Di quell&#8217;episodio tragico resta monumento eretto al casello autostradale. </p>
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		<title>Annuncio dagli Usa: creata in laboratorio la vita &#8220;artificiale&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 04:59:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[I grandi fatti]]></category>

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		<description><![CDATA[WASHINGTON, Usa &#8212; Il risultato, qualora confermato, è sorprendente quanto inquietante: l&#8217;uomo è riuscito a generare una vita artificiale. La scoperta, che apre scenari e prospettive ignote, è stata realizzata dal Craig Venter Rockville Institute, negli Stati Uniti, e pubblicata sulla prestigiosa rivista Science. Il team del celebre genetista Craig Venter ha costruito in laboratorio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_35543" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.bergamosera.com/cms/wp-content/uploads/2010/05/vitaartficiale.jpg"><img src="http://www.bergamosera.com/cms/wp-content/uploads/2010/05/vitaartficiale-300x225.jpg" alt="Due cellule sintetiche al microscopio elettronico" title="Due cellule sintetiche al microscopio elettronico" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-35543" /></a><p class="wp-caption-text">Due cellule sintetiche al microscopio elettronico</p></div>
<p>WASHINGTON, Usa &#8212; Il risultato, qualora confermato, è sorprendente quanto inquietante: l&#8217;uomo è riuscito a generare una vita artificiale. La scoperta, che apre scenari e prospettive ignote, è stata realizzata dal Craig Venter Rockville Institute, negli Stati Uniti, e pubblicata sulla prestigiosa rivista Science. </p>
<p>Il team del celebre genetista Craig Venter ha costruito in laboratorio la prima cellula artificiale, controllata da un Dna sintetico e in grado di dividersi e moltiplicarsi proprio come qualsiasi altra cellula vivente. </p>
<p>Si tratta di una svolta epocale nella ricerca. Con questo nuovo passo il traguardo della vita artificiale è ormai più vicino che mai e si comincia a intravedere la realizzazione di uno dei sogni di Venter: costruire batteri salva-ambiente con un Dna programmato per produrre biocarburanti o per pulire acque e terreni contaminati. </p>
<p>La sfida, scientifica e tecnologica, è durata cinque anni. Il primo passo, nel 2007, era stato la costruzione di un Dna sintetico. Nel 2009 sempre il gruppo di Venter ha eseguito il primo trapianto di genoma da un batterio a un altro. Ora lo stesso gruppo, coordinato da Daniel Gibson, ha combinato i due risultati e assemblato la prima cellula sintetica.</p>
<p>Di fatto Venter ha creato qualcosa che prima non c&#8217;era: un batterio prima inesistente, perché il genoma artificiale che ha costruito con una macchina in laboratorio contiene dei pezzetti di Dna che non esistono nel genoma del batterio presente in natura. Venter ha fatto tutto con una macchina. In un futuro quasi da fantascienza, si potranno creare nuove forme di vita capaci di produrre farmaci o di aiutarci contro l&#8217;inquinamento, per esempio batteri mangia-petrolio.</p>
<p>&#8221;Questa cellula che cambia la definizione di cio&#8217; che si intende per vita. Questa è la prima specie auto-replicante esistente sul pianeta Terra il cui padre è un computer&#8221;: in questi termini Craig Venter ha definito il risultato della prima cellula artificiale costruita in laboratorio. E&#8217; la prima tappa verso la vita sintetica.</p>
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		<title>Mosca, strage nella metropolitana: 40 morti</title>
		<link>http://www.bergamosera.com/cms/2010/03/29/mosca-kamikaze-nella-metropolitana-e-strage-40-morti/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 06:20:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>

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		<description><![CDATA[MOSCA, Russia &#8212; E&#8217; stato un risveglio drammatico quello della capitale russa. Due esplosioni questa mattina nella metropolitana di Mosca hanno causato almeno 34 vittime. Secondo le autorità russe risultano 22 morti in una, una dozzina nell&#8217;altra. In tutto i feriti dovrebbero essere 27. La prima esplosione è avvenuta alle 7,56 (le 5,56 in Italia) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_29493" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.bergamosera.com/cms/wp-content/uploads/2010/03/ea7348d12f39cd37276caee618b11c37.jpg"><img src="http://www.bergamosera.com/cms/wp-content/uploads/2010/03/ea7348d12f39cd37276caee618b11c37-300x225.jpg" alt="La metropolitana di Mosca" title="La metropolitana di Mosca" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-29493" /></a><p class="wp-caption-text">La metropolitana di Mosca</p></div>
<p>MOSCA, Russia &#8212; E&#8217; stato un risveglio drammatico quello della capitale russa. Due esplosioni questa mattina nella metropolitana di Mosca hanno causato almeno 34 vittime. Secondo le autorità russe risultano 22 morti in una, una dozzina nell&#8217;altra. In tutto i feriti dovrebbero essere 27. </p>
<p>La prima esplosione è avvenuta alle 7,56 (le 5,56 in Italia) nella stazione di Lubianka, la seconda in quella del Parco della cultura alle 8,38. Il procuratore di Mosca ha dichiarato che le esplosioni sono state provocate da attentatori suicidi. Le autorità moscovite hanno aperto un&#8217;inchiesta per &#8220;atti di terrorismo&#8221;. L&#8217;ultimo attacco terroristico a Mosca avvenne nell&#8217;agosto 2004, quando una donna kamizake si fece esplodere all&#8217;esterno di una stazione della metropolitana provocando dieci morti.</p>
<p>La stazione di Lubianka si trova proprio sotto il quartier generale dei Servizi di sicurezza federale (ex Kgb). L&#8217;esplosione ha fatto saltare la seconda vettura del convoglio provocando 14 vittime e lo scoppio ha investito anche la pensilina causando almeno altre otto vittime. La seconda esplosione è avvenuta alle 8,38 alla stazione del Parco della cultura sulla linea Sokolniceskaja.</p>
<p>L&#8217;Unità di crisi della Farnesina ha avviato i controlli per verificare l&#8217;eventuale presenza di italiani nella metropolitana di Mosca, dove si sono verificate oggi due esplosioni e decine di persone sono morte. Lo riferisce il ministero degli Esteri italiano.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
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		<title>Primo giorno di lavoro fuori dal carcere per Renato Vallanzasca</title>
		<link>http://www.bergamosera.com/cms/2010/03/08/primo-giorno-di-lavoro-fuori-dal-carcere-per-renato-vallanzasca/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 15:21:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[MILANO &#8212; Dopo 40 anni di galera è uscito per la prima giornata di lavoro esterno al carcere Renato Vallanzasca, protagonista della mala milanese negli anni settanta. Il &#8220;boss della Comasina&#8221; da oggi usufruisce di un permesso in base all&#8217;art. 21 dell&#8217;ordinamento penitenziario. Vallanzasca non è uscito dal carcere per andare nella pelletteria milanese Ecolab, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_27150" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.bergamosera.com/cms/wp-content/uploads/2010/03/VAL_06_672-458_resize.jpg"><img class="size-medium wp-image-27150" title="Il primo giorno di lavoro per Renato Vallanzasca" src="http://www.bergamosera.com/cms/wp-content/uploads/2010/03/VAL_06_672-458_resize-300x225.jpg" alt="Il primo giorno di lavoro per Renato Vallanzasca" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Il primo giorno di lavoro per Renato Vallanzasca</p></div>
<p>MILANO &#8212; Dopo 40 anni di galera è uscito per la prima giornata di lavoro esterno al carcere Renato Vallanzasca, protagonista della mala milanese negli anni settanta. Il &#8220;boss della Comasina&#8221; da oggi usufruisce di un permesso in base all&#8217;art. 21 dell&#8217;ordinamento penitenziario.</p>
<p>Vallanzasca non è uscito dal carcere per andare nella pelletteria milanese Ecolab, ma è andato direttamente a lavorare da casa, perché nel fine settimana aveva goduto di un permesso premio per stare con i suoi familiari. Rientrerà in carcere a Bollate questa sera, e da qui in avanti tutti i giorni, alle 19.</p>
<p>Finora a Vallanzasca erano stati concessi permessi per vedere l&#8217;anziana madre, sposarsi con la moglie Antonella e per seguire le riprese milanesi del film &#8211; fortemente contestato &#8211; che Michele Placido sta realizzando sulla sua vita.</p>
<p>Il bandito è una vecchia conoscenza della Bergamasca. Circa 33 anni al casello autostradale di Dalmine trucido a colpi di pistola due poliziotti, Luigi D&#8217;Andrea e Renato Barborini. Gabriella Vitali D&#8217;Andrea, vedova di uno dei due agenti uccisi protestò con amarezza per l&#8217;uso cinematografico di questo personaggio protagonista di pagine buie della storia d&#8217;Italia.</p>
<p>L&#8217;ex capo della mala milanese degli anni &#8217;70 usufruisce non di una misura alternativa ma di un permesso, in base all&#8217;articolo 21 dell&#8217;ordinamento penitenziario, che può essere concesso anche a chi è stato condannato all&#8217; ergastolo ma ha scontato almeno dieci anni. Misure alternative come la semilibertà, infatti, non possono essergli concesse, né le ha mai chieste, considerato il suo cumulo pena a quattro ergastoli e 260 anni di carcere.</p>
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		<title>Gruppo choc sui bimbi down, scoperto l&#8217;autore: è un cingalese di 19 anni</title>
		<link>http://www.bergamosera.com/cms/2010/03/06/gruppo-choc-sui-bimbi-down-scoperto-lautore-e-un-cingalese-di-19-anni/</link>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 08:10:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; un diciannovenne cingalese il promotore del gruppo-choc apparso su Facebook intitolato &#8220;Tiro al bersaglio con i bambini down&#8221; che finì su tutti i giornali qualche settimana fa provocando la reazione immediata della rete e della Polizia postale che, su mandato del ministro degli Interni Maroni chiuse in un battibaleno quella delirante comunità virtuale. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_26965" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.bergamosera.com/cms/wp-content/uploads/2010/03/facebook.jpg"><img src="http://www.bergamosera.com/cms/wp-content/uploads/2010/03/facebook-300x225.jpg" alt="Facebook" title="Facebook" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-26965" /></a><p class="wp-caption-text">Facebook</p></div>
<p>E&#8217; un diciannovenne cingalese il promotore del gruppo-choc apparso su Facebook intitolato &#8220;Tiro al bersaglio con i bambini down&#8221; che finì su tutti i giornali qualche settimana fa provocando la reazione immediata della rete e della Polizia postale che, su mandato del ministro degli Interni Maroni chiuse in un battibaleno quella delirante comunità virtuale.</p>
<p>Il gruppo, prima della chiusura, aveva oltre 1.300 iscritti. Ma è scattata la protesta sul web e il ministro Carfagna ha annunciato che i responsabili sarebbero stati perseguiti. L&#8217;autore è stato scoperto dalla polizia postale di Roma e della Sicilia Orientale. Il giovane, affetto da disturbi comportamentali, è stato denunciato per istigazione a delinquere. </p>
<p>LEGGI ANCHE<br />
<a href="http://www.bergamosera.com/cms/2010/02/22/facebook-gruppo-delirante-contro-i-bimbi-down/">Su Facebook gruppo delirante contro i bimbi down</a></p>
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		<item>
		<title>Su Facebook un gruppo delirante contro i bimbi down</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 04:22:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[ROMA &#8212; Non c&#8217;è mai limite alle bassezze umane. Ma stavolta è stato toccato il fondo e qualcuno è andato ancora più sotto. E&#8217; stato pubblicato su Facebook un gruppo choc contro i bimbi down, definiti &#8220;inutile peso&#8221; e &#8220;parassiti&#8221; con cui &#8220;giocare al tiro al bersaglio&#8221;. Sul social network pubblicata anche la foto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_25517" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.bergamosera.com/cms/wp-content/uploads/2010/02/b1b190bf086676bd3d33d68092e21986.jpg"><img src="http://www.bergamosera.com/cms/wp-content/uploads/2010/02/b1b190bf086676bd3d33d68092e21986-300x225.jpg" alt="Ennesima nefandezza su Facebook" title="Ennesima nefandezza su Facebook" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-25517" /></a><p class="wp-caption-text">Ennesima nefandezza su Facebook</p></div>
<p>ROMA &#8212; Non c&#8217;è mai limite alle bassezze umane. Ma stavolta è stato toccato il fondo e qualcuno è andato ancora più sotto. E&#8217; stato pubblicato su Facebook un gruppo choc contro i bimbi down, definiti &#8220;inutile peso&#8221; e &#8220;parassiti&#8221; con cui &#8220;giocare al tiro al bersaglio&#8221;. </p>
<p>Sul social network pubblicata anche la foto di un neonato con la parola &#8220;scemo&#8221; in fronte. E contro il gruppo di circa mille iscritti, si è mobilitato il popolo del web, con petizioni online. L&#8217;obiettivo è uno solo: chiudere quel quel gruppo delirante quanto le frasi pubblicate, in cui i cervelloni che lo hanno creato si chiedono &#8220;perché dovremmo convivere con queste ignobili creature, suggerendo di farne dei bersagli nei poligoni di tiro&#8221;.</p>
<p>&#8220;Un gruppo inaccettabile, non degno di persone civili, pericoloso. E, soprattutto, un reato che, in quanto tale, sarà perseguito&#8221; ha commentato il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, sul gruppo nato su Facebook che inneggia alla violenza contro i bambini down.</p>
<p>&#8220;L&#8217;istigazione a delinquere, ovunque questa avvenga e in qualunque forma, è un reato e, di conseguenza, verrà certamente perseguito dalla Magistratura. I responsabili stiano certi che saranno individuati e denunciati, che la Polizia postale sta facendo il massimo per togliere di mezzo questo gruppo&#8221;. </p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Terribile terremoto devasta Haiti: 100mila morti</title>
		<link>http://www.bergamosera.com/cms/2010/01/13/terribile-terremoto-devasta-haiti-migliaia-di-morti/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 15:19:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>

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		<description><![CDATA[updated PORT AU PRINCE, Haiti &#8212; Sarebbero almeno 100mila i morti provocati dal devastante terremoto che ieri ha colpito l&#8217;isola caraibica di Haiti. Lo ha detto il premier Jean Max Bellerive, intervistato dalla Cnn. Ma c&#8217;è chi parla di un numero di morti ben superiore: fino a 500mila. Un terribile sciame sismico. Una sequenza di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_21864" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.bergamosera.com/cms/wp-content/uploads/2010/01/HAI_05_672-458_resize.jpg"><img class="size-medium wp-image-21864" title="Un'impressionante immagine delle devastazioni" src="http://www.bergamosera.com/cms/wp-content/uploads/2010/01/HAI_05_672-458_resize-300x225.jpg" alt="Un'impressionante immagine delle devastazioni" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Un&#39;impressionante immagine delle devastazioni</p></div>
<p>updated PORT AU PRINCE, Haiti &#8212; Sarebbero almeno 100mila i morti provocati dal devastante terremoto che ieri ha colpito l&#8217;isola caraibica di Haiti. Lo ha detto il premier Jean Max Bellerive, intervistato dalla Cnn. Ma c&#8217;è chi parla di un numero di morti ben superiore: fino a 500mila.</p>
<p>Un terribile sciame sismico. Una sequenza di 10 scosse telluriche la più potente delle quali di magnitudo 7 della scala Richter ha devastato martedì pomeriggio l&#8217;isola di Haiti. Il sisma più intenso alle 16,53 (le 22,53 in Italia), ha avuto il suo epicentro a una quindicina di chilometri dalla capitale Port au Prince e ha praticamente ridotto la città a un cumulo di macerie.</p>
<p>Nell&#8217;area colpita, estremamente popolata, vivono almeno 1,8 milioni di persone sui 9 milioni di abitanti dell&#8217;intera nazione. Secondo la Croce rossa circa 3 milioni di persone sono state direttamente interessate dal sisma. Era anche stato diramato un allarme tsunami per tutto il quadrante caraibico, poi rientrato.</p>
<p>Per un bilancio delle vittime è ancora troppo presto, le informazioni, anche a causa della rete delle telecomunicazioni andata completamente in tilt, arrivano con difficoltà. Si parla perà di migliaia di morti. Sotto le macerie ci sono ancora persone sepolte e i soccorritori stanno cercando di estrarne vive il più possibile.</p>
<p>Tra gli immobili collassati ci sono numerosi ospedali. Nella capitale solo uno è rimasto in funzione e ha già esaurito la capacità di accoglienza di feriti. La Croce Rossa internazionale si sta attrezzando per allestire alcuni punti di pronto soccorso da campo. Crollato anche il palazzo presidenziale di Port au Prince. Il presidente René Preval si è salvato insieme alla sua famiglia perché non si trovava nell&#8217;edificio, ma anche la sua casa privata è stata distrutta.</p>
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		<title>Donna psicolabile scavalca le transenne e spinge a terra il Papa</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 22:35:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[I grandi fatti]]></category>

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		<description><![CDATA[ROMA &#8212; Confusione e tensione prima dell&#8217;inizio della messa di Natale. Una donna, presente nella Basilica di San Pietro, ha scavalcato le transenne e si introdotta nel corteo con Benedetto XVI facendolo cadere. Poco dopo le immagini hanno mostrato le guardie del corpo correre all&#8217;interno della Basilica e poi il corteo è ripreso, con il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_21077" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.bergamosera.com/cms/wp-content/uploads/2009/12/PAPA2-401x175.JPG.jpeg"><img class="size-medium wp-image-21077" title="I cerimonieri sorreggono il Papa" src="http://www.bergamosera.com/cms/wp-content/uploads/2009/12/PAPA2-401x175.JPG-300x225.jpg" alt="I cerimonieri sorreggono il Papa" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">I cerimonieri sorreggono il Papa</p></div>
<p>ROMA &#8212; Confusione e tensione prima dell&#8217;inizio della messa di Natale. Una donna, presente nella Basilica di San Pietro, ha scavalcato le transenne e si introdotta nel corteo con Benedetto XVI facendolo cadere. Poco dopo le immagini hanno mostrato le guardie del corpo correre all&#8217;interno della Basilica e poi il corteo è ripreso, con il Papa che raggiungeva l&#8217;altare. La messa è iniziata e proseguita senza altri incidenti.</p>
<p>Secondo le testimonianze, nel trambusto antecedente il Pontefice è caduto, ma è stato prontamente sorretto dai cerimonieri pontifici e ha raggiunto senza conseguenze l&#8217;altare della confessione, dove ha iniziato la celebrazione della Messa.</p>
<p>Secondo la prima ricostruzione una donna ha oltrepassato le transenne che separano la zona riservata al pubblico dalla navata centrale della Basilica proprio durante la processione di cardinali e concelebranti alla quale si era appena unito il Papa. La donna ha cercato di raggiungere il pontefice che,  nel parapiglia, ha perso l&#8217;equilibrio ed è caduto, ma si è prontamente rialzato, aiutato dai cerimonieri.</p>
<p>Nel trambusto è caduto anche il cardinale francese Roger Etchegaray, che è stato portato al pronto soccorso per accertamenti. La donna è stata fermata. Stando a quanto trapelato, si tratterebbe di una persona con disturbi psichici. Lo ha confermato un portavoce della sala stampa vaticana, precisando che la donna si trova ora &#8220;trattenuta in stato di fermo presso la Gendarmeria vaticana&#8221;.</p>
<p>Secondo i primi accertamenti, avrebbe voluto avvicinare il Pontefice ma senza cattive intenzioni. Non si esclude che si possa trattare della stessa persona che aveva tentato anche lo scorso anno un simile gesto, allora, però senza conseguenze.</p>
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		<title>Bomba all&#8217;Università Bocconi, rivendicazione anarchica</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 17:54:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[MILANO &#8212; Dagli e ridagli siamo arrivati alle estreme conseguenze. Gli allarmi sui rigurgiti del terrorismo lanciati dal ministro degli Interni Roberto Maroni si sono materializzati questa mattina sottoforma di due chilogrammi di dinamite piazzati all&#8217;interno dell&#8217;Università Bocconi di Milano, una delle più prestigiose della Lombardia. Il pacco contenente l&#8217;esplosivo è stato trovato parzialmente esploso. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_20233" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.bergamosera.com/cms/wp-content/uploads/2009/12/Bocconi2.jpg"><img src="http://www.bergamosera.com/cms/wp-content/uploads/2009/12/Bocconi2-300x225.jpg" alt="L&#039;università Bocconi di Milano" title="L&#039;università Bocconi di Milano" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-20233" /></a><p class="wp-caption-text">L'università Bocconi di Milano</p></div>
<p>MILANO &#8212; Dagli e ridagli siamo arrivati alle estreme conseguenze. Gli allarmi sui rigurgiti del terrorismo lanciati dal ministro degli Interni Roberto Maroni si sono materializzati questa mattina sottoforma di due chilogrammi di dinamite piazzati all&#8217;interno dell&#8217;Università Bocconi di Milano, una delle più prestigiose della Lombardia. </p>
<p>Il pacco contenente l&#8217;esplosivo è stato trovato parzialmente esploso. Dentro, dicevamo, due chili di dinamite collegati a un timer. L&#8217;ordigno si trovava in un&#8217;intercapedine tra uno sgabuzzino e un corridoio sotterraneo. La bomba sarebbe esplosa alle 3 della notte tra martedì e mercoledì ma solo in parte, per un difetto del congegno elettronico. </p>
<p>Alle 13 è arrivata la prima rivendicazione con una telefonata anonima e un volantino al quotidiano &#8220;Libero&#8221;. La firma è della &#8220;Federazione Anarchica Informale&#8221;, che in passato aveva firmato altri pacchi bomba, nell’ambito di azioni dimostrative tese a non colpire le persone. </p>
<p>C&#8217;era anche la firma «Sorelle della libertà». Il volantino di rivendicazione, stando a quanto si apprende, sarebbe già stato pubblicato su un sito, avvertendo che l&#8217;attentato sarebbe solo un inizio di una nuova campagna. </p>
<p>L&#8217;ordigno, secondo quanto appreso, non sarebbe stato atto a offendere persone. Nell&#8217;ateneo milanese mercoledì pomeriggio era in programma l&#8217;inaugurazione di «Bag», la nuova «Bocconi Art Gallery», seguita da un concerto.</p>
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		<title>Vertice Copenhagen: tre bergamaschi fermati dopo gli scontri</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 06:11:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>

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		<description><![CDATA[COPENHAGEN, Danimarca &#8212; Ci sono anche tre bergamaschi fra le 1000 persone fermate sabato dalla polizia danese, a Copenaghen, durante gli incidenti seguiti al corteo di protesta contro la conferenza Onu sul clima. Tutti sono stati rilasciati nella notte, dopo qualche ora di fermo di polizia. Erano in tutto una ventina i bergamaschi arrivati nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_19933" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.bergamosera.com/cms/wp-content/uploads/2009/12/CO_16_672-458_resize.jpg"><img class="size-medium wp-image-19933" title="I manifestanti" src="http://www.bergamosera.com/cms/wp-content/uploads/2009/12/CO_16_672-458_resize-300x225.jpg" alt="I manifestanti" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">I manifestanti</p></div>
<p>COPENHAGEN, Danimarca &#8212; Ci sono anche tre bergamaschi fra le 1000 persone fermate sabato dalla polizia danese, a Copenaghen, durante gli incidenti seguiti al corteo di protesta contro la conferenza Onu sul clima. Tutti sono stati rilasciati nella notte, dopo qualche ora di fermo di polizia.</p>
<p>Erano in tutto una ventina i bergamaschi arrivati nella capitale danese per protestare contro il summit mondiale sui cambiamenti climatici. Tre sono stati fermati durante lo svolgimento del corteo in cui si sono verificati lanci di pietre, bottiglie e petardi da parte dei manifestanti.</p>
<p>La polizia danese ha risposto con una raffica di arresti che ha portato in questura qualcosa come 968 persone. Solo 13 sono ancora in stato di fermo, detenute nel centro speciale di Retortvej, istituito in occasione della conferenza. Tre di loro, due danesi e un francese, compariranno davanti al magistrato per rispondere dell&#8217;accusa di violenza a pubblico ufficiale ai danni di alcuni agenti di polizia.</p>
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