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Bergamo

Bossetti scrive un libro dal carcere sul caso Yara

Di Redazione6 Settembre 2019 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Un memoriale scritto a quattro mani con il suo avvocato Salvagni

Bossetti scrive un libro dal carcere sul caso Yara
Massimo Bossetti

BERGAMO — Nuovo colpo di scena nella vicenda di Massimo Bossetti. Il muratore di Mapello, in carcere con l’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, ha deciso di scrivere un memoriale che, con la collaborazione del suo avvocato Claudio Salvagni, diventerà un libro.

Nelle pagine scritte in carcere Bossetti parlerà di tutto il suo percorso giudiziario dal giorno dell’arresto, il 14 giugno 2014, in poi. “Lo ripeto e lo ribadirò finché ne avrò le forze, non sono io la persona che ha ucciso la piccola Yara”, ha sottolineato.

Bossetti ha annunciato il libro in una lunga lettera indirizzata a Marco Oliva, conduttore di “Iceberg” su Telelombardia: si è firmato “Massimo Bossetti, prigioniero di Stato” e ha spiegato di non avere “minimamente idea di cosa potrebbe essere successo” alla 13enne.

E lancia anche un appello “a chi di dovere, a chi custodisce i reperti del mio caso: chiedo che venga garantita la massima custodia e conservazione, che non vengano distrutti come accaduto in altri casi, affinché un domani la mia difesa possa fare un’ulteriore accurata indagine. Il timore che possano andare irrimediabilmente distrutti è alto, basti vedere quanto è avvenuto nel caso di Rosa e Olindo… Non per niente come me sono stati allegramente condannati all’ergastolo due sprovveduti, i coniugi di Erba”.

Secondo quanto raccontato dall’avvocato Salvagni, Bossetti ha iniziato a scrivere già un anno fa, e ogni giorno scrive pagine e pagine di memorie su fogli protocollo, spesso in stampatello. “L’idea, sottolinea il legale, è quella di un libro a quattro mani, alternandoci un capitolo io e uno Massimo. In quello che ha scritto finora Massimo ha messo non solo i fatti, ma anche i suoi sentimenti, le sue emozioni, le speranze deluse, la rabbia che prova, da innocente”.

Al momento però non è ancora stato trovato un editore.

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