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Hamilton e Mercedes: capolavoro al Gran premio d’Ungheria

Di Redazione5 Agosto 2019 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Hamilton e Mercedes: capolavoro al Gran premio d’Ungheria
Lewis Hamilton

BUDAPEST, Ungheria — Un grande campione. Con un sorpasso d’antologia all’esterno di una curva, Lewis Hamilton vince il Gran premio d’Ungheria e dimostra, una volta di più, di essere il re indiscusso della Formula 1, nonostante l’ascesa dei giovani rampanti.

Il capolavoro negli ultimi 20 giri della gara. Hamilton in rimonta raggiunge la Red Bull di Verstappen che era in testa fin dall’inizio. Ma dal muretto della Mercedes gli dicono che con quelle gomme non riuscirà a superare l’olandese. Ecco allora la scelta rischiosissima: rientro ai box per il cambio pneumatici. Da lì in avanti l’inglese mangerà 2 secondi al giro al suo avversario. E a tre tornate dal termine, lo scavalcherà con un sorpasso davvero straordinario.

Dunque, primo Hamilton, secondo Verstappen. Terza e quarta le due Ferrari di Sebastian Vettel e Charles Leclerc, con il tedesco autore anch’egli di un sorpasso capolavoro sul giovane francese.

Quinta posizione nel Gran Premio d’Ungheria per la McLaren di Sainz Junior che ha preceduto la Red Bull di Gasly e la Alfa Romeo Racing di Kimi Raikkonen. Ottava la Mercedes di Bottas davanti all’altra McLaren di Norris. Chiude la top ten il pilota thailandese Albon su Toro Rosso. Solo diciottesima al traguardo l’altra Alfa Romeo guidata dall’italiano Antonio Giovinazzi.

“Sono anche molto grato per questa giornata – ha detto Hamilton a fine gara – Anche per il team, per il lavoro che continuano a fare, per come continuano a spingere, fino al limite. Prendendoci rischi, provando a cogliere ogni opportunità. Siamo insieme da sette anni ma non è mai scontato, è sempre qualcosa di nuovo quando vinci una gara”.

“Ogni vittoria – afferma l’inglese – è qualcosa di nuovo e devo ringraziare i ragazzi qui e tutti quelli in fabbrica che hanno reso questo possibile. Io sono grato di essere parte di tutto questo. In una gara poter spingere così tanto è stato un divertimento incredibile. Onestamente abbiamo avuto problemi ai freni per tutto il weekend. Avevamo vetrificazione ed anche surriscaldamento in quelli anteriori. Non sapevamo neanche se potevamo finire la gara con questi problemi. Ho cercato di risparmiarli prima per avere poi un’occasione alla fine. Qui è stato difficile perché è un circuito che permette di difendersi. Non sapevo se potevo riprendere quei 19 secondi perché lui aveva questo vantaggio così grande. Temevo che le gomme calassero verso la fine, ma il team mi ha detto di andare a testa bassa e continuare a spingere e io l’ho fatto ed il distacco si riduceva di giro in giro. Giù il cappello per il team e – conclude Hamilton – penso che se Niki fosse qui oggi anche lui si toglierebbe il cappello”.

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