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Cultura

Storie per voce quieta: favole leggere e profonde per adulti

Di Redazione15 Luglio 2019 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Storie per voce quieta: favole leggere e profonde per adulti
Roberto Piumini

La favola per adulti è un genere letterario ormai poco praticato, cosa che rende un autore che decida di proporre testi di questo genere quantomeno originale. Roberto Piumini è uno scrittore noto soprattutto al pubblico infantile, che lo segue e lo ama per le sue opere caratterizzate da una notevole capacità immaginativa e per l’abilità di narrare capolavori letterari, miti e grandi eventi storici in termini accessibili e affascinanti per i bambini.

La sue doti di affabulatore si confermano pienamente anche nella letteratura per adulti come dimostra “Storie per voce quieta” (Oligo, pp. 213, euro 16,90), “romanzo picaresco” nella definizione dell’autore, composto da ventinove storie che trovano un modello ideale nelle “Mille e una notte”: il lembo di tappeto che occupa la copertina non lascia dubbi sul riferimento letterario.

Il romanzo picaresco è un genere spagnolo tipico del Sei-Settecento, i cui protagonisti vivono diverse avventure, ora divertenti, ora drammatiche, sullo sfondo di un contesto contemporaneamente riconoscibile e concreto ma dai caratteri “favolosi”. Nelle storie di Piumini i personaggi che agiscono nelle ventinove avventure sono Chinarra, lo scrittore, voce parlante e narrante, Maloi, il matematico emotivo e sognatore e Siba, l’artista che pratica complicate forme di yoga. In più, testimone silenziosa e sorniona, è spesso presente la gatta di Parquediz, forse omaggio al gatto del famoso romanzo umoristico di Klapka Jerome “Tre uomini in barca (per tacer del gatto)”. Il titolo esprime l’atmosfera morbida, quasi soffusa che pervade i racconti grazie a Chinarra, apparentemente impegnato a scrivere l’infinita biografia di un fantomatico ballerino playboy.

In realtà ciò che lo interessa sono le piccole vicende in cui il trio quasi inciampa di volta in volta, quando viene per così dire disturbato da elementi imprevedibili che interrompono la routine del suo buen retiro collinare. La visita di una paffuta donna in mongolfiera, che fa innamorare di sé Maloi; un matrimonio da sabotare; un pretendente di Siba da allontanare sono alcune delle increspature portate dal mondo esterno per movimentare la vita dei tre protagonisti. Ma ciò che conta davvero, e ciò che costituisce la sostanza delle Storie di Piumini è la qualità del linguaggio, che si realizza attraverso un equilibrio di grande eleganza tra precisione lessicale e l’abilità di evocare luoghi, tradizioni, leggende totalmente inventate, ma così persuasive da risultare autenticamente false. Attraverso la voce quieta di Chinarra, che stempera le asprezze della realtà con uno sguardo distaccato e sornione, ma anche partecipe – di cui la pigra gatta è l’emblema – gli eventi si stemperano perché mostrano apertamente il loro carattere di piacevole invenzione.

Così il libro diventa quasi un metatesto, il cui oggetto sono i segreti del raccontare storie. È il filo del narrare a essere centrale, la tessitura di quel tappeto sulla copertina su cui i personaggi viaggiano per guardare il mondo contemporaneamente da vicino e da lontano. Il tappeto della fantasia e dell’immaginazione è il mezzo che più volte li salva dalle situazioni potenzialmente critiche. Si riascolta nella narrazione di Piumini quel piacere del racconto che diventa espressione dell’invenzione favolistica, ovvero il carattere distintivo della qualità affabulatoria di Gianni Rodari. E come quest’ultimo era capace di parlare di questioni cruciali con la leggerezza della favola e la saggezza del buon senso, così lo scrittore bresciano si sofferma su tematiche importanti – l’importanza delle scelte, il rispetto delle opinioni, l’amore – attraverso il fascino di una scrittura dai ritmi musicali che senza alzare la voce avvolge e immerge il lettore nel suo universo fuori dal tempo in uno spazio inventato.

Giorgio Scudeletti

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