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Bergamo, nuove truffe online: come difendersi

Di Redazione13 Maggio 2019 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

L'avvocato Arianna Gualandris spiega come tutelarsi e non incappare in rischiose tecniche di phishing

Bergamo, nuove truffe online: come difendersi
Phishing

Negli ultimi vent’anni abbiamo assistito ad una evoluzione senza precedenti delle nuove tecnologie e l’utilizzo della rete internet è oggi per noi fondamentale non solo per reperire informazioni e per lo scambio di comunicazioni a mezzo e-mail, ma altresì per transazioni commerciali. In questo scenario, si sono nel tempo sviluppate nuove forme di illeciti quali truffe e furti di dati e informazioni. È quindi importante capire quali sono questi fenomeni e come difendersi.

Si parla oggi di “Phishing”: una tecnica illecita che viene posta in essere con il fine di appropriarsi di informazioni riservate relative ad una persona o azienda con l’intenzione di compiere operazioni fraudolente. Il termine Phishing evoca l’attività di pesca, per cui il dato viene rubato attraverso il lancio di un’ “esca” rappresentata normalmente dalla ricezione di una e-mail (ma anche sms, messaggio istantanei di chat, profili falsi sui social media) proveniente da un finto soggetto insospettabile, come banche, enti pubblici o gestori di carte di credito – ma anche messaggi di aiuto provenienti da sedicenti amici, di familiari o persone care – che invitano l’ignaro destinatario a fornire dati personali per le più svariate e fantasiose ragioni come ad esempio la risoluzione di un particolare problema tecnico del circuito bancario o l’accettazione di modifiche contrattuali.

Arianna Gualandris

Arianna Gualandris

Ma come riconoscere una truffa da una reale e lecita richiesta? Normalmente, i messaggi di phishing invitano il destinatario a fornire spontaneamente i propri dati personali rispondendo al messaggio ricevuto oppure attraverso un link che rimanda ad una diversa pagina web per la compilazione di form o questionari. In questo modo, il truffatore viene dunque a conoscenza dei dati che può utilizzare in modo illecito per realizzare operazioni bancarie e transazioni commerciali o per commettere ulteriori reati utilizzando il nome della vittima e le sue credenziali.

È bene ricordare che il messaggio di phishing ha la diretta funzione di ingannare il destinatario, non è quindi raro che il messaggio venga inviato da un indirizzo che ricorda il sito ufficiale del soggetto che si vuole emulare: sarà quindi importante l’attenzione dell’utente alla verifica del profilo del mittente. Molto spesso infatti gli indirizzo falsi contengono errori che seppur grossolani possono sfuggire ad una prima e veloce lettura come per esempio un refuso grammaticale o uno scambio di lettere all’interno della parola.

È bene poi ricordare che normalmente gli istituti bancari e gli enti non richiedo mai informazioni personali attraverso e-mail, sms o simili, limitandosi invece a rilasciare una informazione invitando l’utente a recarsi presso la filiale o lo sportello dedicato.

In caso di dubbio, è dunque sempre preferibile evitare di aprire link sospetti e compilare form di incerta provenienza. È sempre consigliabile installare e tenere aggiornato un programma antivirus e filtri di messaggi spam sul proprio account e-mail. In ogni caso, è consigliabile segnalare la ricezione di messaggi di phishing alla Polizia di Stato e al Garante della Privacy.

Arianna Gualandris

L’avvocato Anna Gualandris è referente della commissione Diritto delle nuove tecnologie dell’Associazione italiana giovani avvocati (Aiga) di Bergamo.

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