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Parola all'avvocato

Imprese in crisi: arriva nuovo organismo di controllo

Di Redazione15 Aprile 2019 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

L'avvocato Gabriella Cuciti spiega il nuovo Codice e chi ha l'obbligo di segnalare l'azienda in difficoltà finanziaria

Imprese in crisi: arriva nuovo organismo di controllo
Soldi

Sono state 11.233 le imprese italiane fallite nel 2018. Fra loro, 2.433 aziende con sede in Lombardia, pari al 21,8% del totale, la più alta registrata in Italia. L’analisi è stata condotta da Cribis (Gruppo Crif). Se da un lato conferma un trend positivo di riduzione dei fallimenti, dall’altro ricorda che il numero delle aziende costrette a portare i libri in tribunale resta preoccupante, con un aumento di circa il 20% rispetto al 2009.

Il fenomeno supera i confini nazionali e coinvolge le realtà produttive dell’intero continente. Gli organi dell’Unione Europea sollecitano da anni gli Stati membri all’adozione di procedure di prevenzione e di allerta, al fine di “consentire alle imprese sane in difficoltà finanziaria di ristrutturarsi in una fase precoce, per evitare l’insolvenza e proseguire l’attività”.

La raccomandazione ha ispirato il recente D.Lgs. n. 14/2019, un corposo Testo unico sulla disciplina della crisi d’impresa e d’insolvenza, che sostituirà la normativa vigente in materia di fallimento, concordato preventivo e liquidazione coatta amministrativa, nonché le attuali disposizioni sulla composizione della crisi da sovraindebitamento. Il decreto entrerà in vigore il 15 agosto 2020, ad eccezione della parte contenente le modifiche alle norme societarie del codice civile, già in vigore dal 19 marzo 2019.

La più nutrita parte del decreto è dedicata al Codice della crisi e dell’insolvenza. Al suo interno il legislatore ha disciplinato gli strumenti di allerta e previsto l’istituzione dell’Organismo di composizione assistita della crisi (Ocri).

Sono, dunque, previste due fasi: la fase di allerta e (l’eventuale) fase di composizione assistita della crisi. Nella prima, al presentarsi di determinati segnali di sofferenza, alcuni soggetti qualificati sono tenuti ad allertare l’impresa, invitandola a prendere tempestivi provvedimenti. In caso di inerzia o di inefficacia, gli stessi soggetti hanno l’obbligo di segnalazione all’Organismo di composizione della crisi, istituito presso ciascuna Camera di commercio, che avvia la fase di composizione assistita della crisi. Questa seconda fase può essere avviata dallo stesso debitore con la presentazione all’Ocri dell’istanza di composizione assistita della crisi.

Gli strumenti di allerta si applicano ai debitori che svolgono attività imprenditoriale, incluse le imprese agricole e minori. Sono escluse le grandi imprese, i gruppi di imprese di rilevante dimensione, le società con azioni quotate o diffuse fra il pubblico in misura rilevante. Sono, altresì, esclusi quei soggetti economici già sottoposti ad altre forme di controllo che ne attestano la solvibilità (banche, assicurazioni, società fiduciarie).

Gabriella Cuciti

Gabriella Cuciti

Chi sono, dunque, le “sentinelle” previste nel Codice della crisi e dell’insolvenza e come e quando devono attivarsi? Si tratta, innanzitutto, degli organi di controllo societari, del revisore e della società di revisione che hanno l’onere di segnalare immediatamente all’organo amministrativo l’esistenza di fondati indizi della crisi (anche sulla base dei cosiddetti indici della crisi, elaborati con cadenza almeno triennale dal Cndcec).

L’organo amministrativo avrà, poi, un termine non superiore a 30 giorni per individuare delle soluzioni. In caso di inerzia o di inadeguatezza delle iniziative intraprese, nei successivi 60 giorni, gli organi di controllo informano l’Ocri.

Obblighi di segnalazione sono stati, poi, posti a carico di creditori pubblici qualificati: Agenzia delle entrate, Inps e agente della riscossione devono avvisare il debitore quando presenta un’esposizione debitoria superiore al cosiddetto importo rilevante.

L’obbligo di avviso scatta:
a) per l’Agenzia dell’entrate, quando il debito scaduto e non versato Iva, risultante dalla comunicazione della liquidazione periodica, è pari ad almeno pari al 30% del volume d’affari del medesimo periodo e non inferiore a: euro 25.000 per volume d’affari fino a 2.000.000 di euro; euro 50.000 per volume d’affari fino a 10.000.000; euro 100.000 oltre 10.000.000 di euro, prendendo come riferimento la dichiarazione Iva relativa all’anno precedente.
b) per l’Inps, quando il debitore è in ritardo di oltre sei mesi nel versamento di contributi previdenziali di ammontare superiore alla metà di quelli dovuti nell’anno precedente e superiore alla soglia di euro 50.000;
c) per l’agente della riscossione, quando la sommatoria dei crediti affidati per la riscossione – dichiarati o definitivamente accertati e scaduti da oltre novanta giorni – superi, per le imprese individuali, la soglia di euro 500.000 e, per le imprese collettive, la soglia di euro 1.000.000.

Anche in tale ipotesi, il debitore è tenuto ad attivarsi, poiché se entro 90 giorni dalla comunicazione non avrà estinto o altrimenti regolarizzato per intero il proprio debito (ad esempio presentando istanza di rateazione), ovvero non avrà autonomamente presentato istanza di composizione assistita della crisi, essi ne faranno segnalazione all’Ocri, anche per la segnalazione agli organi di controllo della società.

In questo quadro brevemente illustrato resta da sottolineare come il più significativo strumento di allerta sia stato affidato all’imprenditore, il quale “ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale” (nuovo art. 2086 codice civile).
La norma, in vigore dal 19 marzo 2019, racchiude il senso di tutta la riforma, il cui obiettivo sembra essere quello di prevenire lo stadio terminale della crisi d’impresa, mediante la responsabilizzazione dei soggetti coinvolti.

In attesa di conoscere l’efficacia di tali rimedi (pur nelle perplessità già sorte tra i commentatori), chi scrive confida che, accanto agli strumenti di “allerta e gestione” della crisi, siano presto adottate complementari, quanto necessarie, misure di “promozione e sostegno” della produttività, fondamentali per garantire la salute delle aziende e l’effettiva ripresa del mercato.

Gabriella Cuciti

L’avvocato Gabriella Cuciti opera in materia di diritto civile e di diritto tributario. E’ componente del comitato scientifico di Aiga Bergamo.

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