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Silenzio della pubblica amministrazione: come tutelarsi

Di Redazione1 Aprile 2019 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

L'avvocato Mirko Brignoli spiega come procedere se si è subito un danno per mancata risposta

Silenzio della pubblica amministrazione: come tutelarsi
Burocrazia

Buongiorno avvocato, quali sono le tutele nel caso in cui l’amministrazione ritardi o ometta di rispondere all’istanza proposta dal cittadino?

Le attività delle amministrazioni pubbliche sono un complesso di procedure e valutazioni che possono portare purtroppo (e in alcuni casi troppo spesso) a ritardi nel dare risposte concrete al cittadino, con conseguenti disagi che, a volte, sfociano in veri e propri danni.

Nel corso degli anni il legislatore ha dedicato sempre maggiore attenzione a questo problema, cercando di arginare il fenomeno ed imporre tutele a garanzia non solo della sfera privata ma anche del buon andamento della PA, così come stabilito dalla Costituzione all’art. 97.

Con l’introduzione della legge n. 241/90 si sono affermati, tra gli altri, i principi di economicità, di efficacia e di imparzialità della PA quale attuazione del predetto art. 97 Cost., statuendo, all’art. 2, il dovere per le pubbliche amministrazioni di concludere il procedimento amministrativo iniziato ad istanza di parte o d’ufficio mediante l’adozione di un provvedimento espresso.

Il termine entro il quale le amministrazioni devono adottare il provvedimento conclusivo varia in base alla complessità del procedimento e delle amministrazioni coinvolte, che decorre dal ricevimento della domanda se il procedimento è ad iniziativa di parte. Tutte le volte in cui l’interessato ha necessità di avere dalla amministrazione un provvedimento espresso, l’art. 2 della L. n. 241/90 accorda al privato una tutela giurisdizionale di fronte al silenzio.

Mirko Brignoli

Mirko Brignoli

Come fare quindi? Il privato innanzitutto potrà rivolgersi al responsabile del procedimento affinché entro un termine pari alla metà di quello originariamente previsto, concluda il procedimento. Inoltre l’interessato potrà proporre, decorsi i termini per la conclusione del procedimento, fintanto che perdura l’inadempimento e, comunque, non oltre un anno dalla scadenza del termine, l’azione avverso il silenzio chiedendo al giudice amministrativo l’accertamento dell’obbligo della PA di provvedere.

Per tutelare l’indipendenza dell’amministrazione la legge prevede che il giudice possa pronunciare in tal senso solo quando non residuano margini di discrezionalità per la PA e non sono necessari adempimenti istruttori da parte di quest’ultima.

Il giudizio si conclude con sentenza in forma semplificata, con ordine all’amministrazione di provvedere entro un termine non superiore, di norma, a trenta giorni. Il giudice può nominare, quando necessario, anche un “commissario ad acta” incaricato di provvedere in sostituzione della PA inadempiente. Per dare maggior forza a queste previsioni il legislatore ha prescritto la trasmissione alla Corte dei Conti delle sentenze passate in giudicato che accolgono il ricorso avverso il silenzio inadempimento.

Inoltre la mancata o tardiva emanazione del provvedimento costituisce elemento di valutazione della performance individuale, nonché di responsabilità disciplinare e amministrativo-contabile del dirigente e del funzionario inadempiente, stabilendo l’obbligo di individuare all’interno di ogni PA il soggetto cui attribuire il potere sostitutivo in caso di inerzia.

Il privato che ha subito il ritardo o l’inerzia della PA può inoltre richiedere i danni. L’art. 2-bis della L. n. 241/90 afferma infatti la risarcibilità del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell’inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento, ovvero un indennizzo per il mero ritardo nel termine di conclusione del procedimento ad istanza di parte per il quale sussiste l’obbligo di pronunziarsi.

Mirko Brignoli

L’avvocato Mirko Brignoli si occupa di diritto amministrativo ed è il referente della Commissione di diritto amministrativo di Aiga (Associazione italiana giovani avvocati) di Bergamo.

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