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Politica

Valseriana, Gallone risponde alla lettera di Semperboni

Di Redazione14 Marzo 2019 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

La senatrice di Forza Italia interviene sulla sensazione di abbandono da parte delle istituzioni provata dai residenti

Valseriana, Gallone risponde alla lettera di Semperboni
Alessandra Gallone

BERGAMO — La senatrice di Forza Italia Alessandra Gallone risponde alla lettera inviata a Bergamosera da Walter Semperboni, circa la sensazione di abbandono da parte delle istituzioni, provata dai residenti della Valseriana.

“Egregio direttore,
ho letto con attenzione la lettera del signor Walter Sempreboni, riguardo al tema della frana sulla strada che unisce il comune di Ardesio con quelli dell’alta valle. È una questione che conosco bene e rispetto alla quale mi sono attivata fin da domenica scorsa, intervenendo presso il prefetto e il presidente della Provincia di Bergamo.

Mi è ben chiaro il tema della montagna e della sua conservazione, ma anche della sicurezza di quanti vi abitano o vi si recano per turismo, oltre alla peculiarità delle nostre valli che se da un lato è il motivo della loro bellezza, dall’altro è il loro elemento di fragilità.

In questo caso ci troviamo di fronte ad una emergenza che per fortuna ha recato solo gravi disagi, molto peggio sarebbe stato se si fosse verificata mentre passava, magari un autobus carico di studenti o una comitiva di ciclisti o anche solo un singolo passante.

Devo dire che capisco il malumore che può provare chi si senta in qualche modo un cittadino di serie B, nonostante l’intervento sia stato tempestivo e la viabilità pur con dei limiti ripristinata. Le istituzioni, e la politica bergamasca si è attivata, ciascuno per il proprio ambito di competenza.

Il tema della montagna e della permanenza della popolazione in questi territori rappresenta un aspetto di grande rilevanza. È in fondo ridicolo preoccuparsi del digital divide di questi territori quando siamo di fatto di fronte a una forma di social-divide. Il territorio montano con le sue ricchezze e bellezze è per contro un territorio aspro e difficile cui non si possono pensare di applicare gli standard previsti per la pianura o peggio per la città.

Bisogna pensare a una rete di prevenzione delle possibili frane che vada oltre l’attuale e affianchi alla preoccupazione del nostro territorio nazionale per i sismi anche quello per le frane con uguale intensità e urgenza, con sistemi di rilevazione che siano realmente in grado di offrire delle previsioni attendibili e una mappatura del rischio territoriale avanzata.

Bisogna pensare a un sistema di mobilità per gli studenti che sia più flessibile rispetto alle grosse autocorriere impiegate oggi e che garantisca in ogni caso la possibilità di un raccordo.

Bisogna pensare ad introdurre, per questo tipo di eventi, una normativa speciale e su questa assicuro il mio impegno, che preveda il superamento del lungo e farraginoso iter per gli appalti prevedendo, in automatico, l’assunzione dei poteri di commissario straordinario al Presidente della Regione con il potere di assegnare i lavori direttamente, con la garanzia di un controllo da parte di un Magistrato della Corte dei Conti, scegliendo l’impresa, inserita in un elenco di aziende che presentino i requisiti di legge, direttamente e sulla base della capacità di intervenire rapidamente. Quindi con un iter snello, rapido ed efficace.

Bisogna ricordarsi che a differenza di chi vive in altre zone della provincia, chi abita la montagna gode di una serie di svantaggi pratici non indifferenti, che devono trovare una compensazione anche economica e fiscale se non vogliamo che inesorabilmente le nostre valli si spopolino. Ed è per questo che ho predisposto e sto portando faticosamente, ma con caparbietà, il progetto di legge sulle ZES – Zone a Economia Speciale.

Bisogna che il Sistema sanitario tenga conto della peculiarità del territorio e non pensi di smantellare i presidi o i punti nascita perché non rispondono a parametri che sono molto simili ai due polli di Trilussa – se io mangio due polli e tu digiuni in media ne abbiamo mangiato uno a testa…

Il disagio del vostro lettore è un disagio che viene dal profondo, da un insieme di fattori e di criticità che chi vive la Valle si porta addosso e che in questo caso si sfoga, come su un parafulmine, su un singolo evento. Tuttavia rappresenta un grido con una richiesta d’aiuto che peraltro i parlamentari e i sindaci della valle, elezioni o meno, portano avanti da tempo: il problema del punto nascite, gli uffici postali, la viabilità e per i quali gli incontri e le iniziative anche a Roma non sono mancati.

Forse si può fare un passo in più: considerare davvero fino in fondo le peculiarità del nostro territorio e far sedere politica, amministrazioni e rappresentanze della società civile ad un tavolo di incontro permanente, per dare piena contezza alla coscienza e conoscenza dei problemi che l’alta valle si porta dietro. La politica ha una responsabilità precisa, che spesso il quotidiano balordo vivere assediati dalle emergenze e dalle liti da cortile ci fa perdere di vista ed è quella di costruire un futuro vivibile e dignitoso per i cittadini, siano “montanari” come si definisce il vostro lettore o meno”.

Alessandra Gallone

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