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Economia

Bergamo: cresce la produzione industriale

Di Redazione13 Febbraio 2019 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Lo dicono i dati congiunturali della Camera di commercio per il quarto trimestre 2018

Bergamo: cresce la produzione industriale
Lavoro

BERGAMO — Nonostante a livello nazionale l’Italia sia in recessione tecnica, Bergamo fa segnare dati in controtendenza, almeno fino alla fine del 2018. Secondo quanto risulta dall’ultima indagine congiunturale della Camera di commercio, la produzione industriale nella nostra provincia sarebbe cresciuta dell’1,2 per cento, mentre l’artigianato fa segnare +2,2 per cento.

“La produzione industriale ha segnato una significativa ripresa, parallelamente ad altre variabili osservate e anche nell’artigianato il dato è molto confortante – afferma il presidente Malvestiti commentando i risultati della congiuntura economica in provincia di Bergamo nel quarto trimestre 2018.

“Non può sfuggirci tuttavia la generale decelerazione del ciclo economico, la debolezza del commercio e il deterioramento delle aspettative degli imprenditori per i primi tre mesi del 2019 su tutte le principali variabili: produzione, domanda interna ed estera, occupazione.”

Il 2018 si chiude in positivo per la manifattura bergamasca: il quarto trimestre registra, rispetto al trimestre precedente, un incremento del +1,2% per l’industria e del +2,2% per l’artigianato. Il segno positivo degli ultimi tre mesi consente al 2018 di archiviare una crescita media significativa sia per l’industria (+2,7%) sia per l’artigianato (+3,1%), proseguendo il trend positivo che ha caratterizzato gli ultimi anni.

L’industria bergamasca risulta allineata alla crescita mostrata nel quarto trimestre in Lombardia (+1%), mentre nei primi nove mesi dell’anno ha evidenziato un andamento altalenante: l’incremento medio annuo è perciò leggermente inferiore al dato regionale (3%) e in rallentamento rispetto al 2017 (+3,8%), ma il risultato è comunque positivo in un contesto nazionale ed europeo caratterizzato da un raffreddamento della crescita. L’indice della produzione si attesta su quota 108,7 (2010=100), superiore ai livelli del 2011 ma distante ancora 5 punti da quelli precedenti alla crisi del 2008-2009. Tra i settori maggiormente rappresentativi si segnala, considerando la variazione annua, la performance produttiva sopra la media della meccanica, mentre crescono più lentamente gomma-plastica, chimica e alimentare.

Anche il fatturato dell’industria segna un aumento nel trimestre (+0,9%) e in media d’anno (+3,6%), consegnando il sesto anno consecutivo di crescita, sebbene la velocità risulti in decelerazione rispetto ai ritmi che avevano contraddistinto il 2017. Sul fronte degli ordinativi si registra, così come in Lombardia, un’inversione della dinamica vista negli ultimi anni, con la crescita di quelli provenienti dal mercato nazionale (+2,7% rispetto al terzo trimestre) e il rallentamento degli ordini esteri (+1%).

Il saldo occupazionale tra entrate e uscite risulta lievemente negativo (-0,1%), come accade spesso nel quarto trimestre per via della chiusura dei contratti di durata annuale, ma al netto degli effetti stagionali la variazione resta positiva (+0,4%) e conferma il trend di crescita degli ultimi quattro anni.

Un segnale negativo giunge dalle aspettative degli imprenditori per i primi tre mesi del 2019, che mostrano un deterioramento generalizzato su tutte le principali variabili (produzione, domanda interna ed estera, occupazione). Per quanto riguarda l’artigianato, la crescita della produzione manifatturiera nella provincia di Bergamo è proseguita a un ritmo notevolmente più sostenuto rispetto alla dinamica regionale sia nel quarto trimestre (+2,2% la variazione congiunturale provinciale vs +0,3 lombarda) sia in media d’anno (+3,1% vs +1,9%), confermando un gap positivo che ha permesso all’artigianato bergamasco di recuperare i livelli precedenti alla crisi dei debiti sovrani, obiettivo non ancora raggiunto a livello regionale.

Positiva anche la dinamica del fatturato, che negli ultimi tre mesi del 2018 è aumentato del +1,2%, la stessa velocità di crescita evidenziata nel trimestre precedente, chiudendo così l’anno con una variazione media del +2,1% (vs +1,7% lombardo). Il saldo occupazionale nel quarto trimestre risulta stabile, dopo due trimestri di flessione. Anche per il comparto dell’artigianato le aspettative degli imprenditori sono in peggioramento, con l’esclusione di quelle sull’occupazione.

Nel 2018 le imprese manifatturiere bergamasche che hanno realizzato investimenti sono il 66,4% nell’industria e il 31,5% nell’artigianato, percentuali superiori a quelle registrate a livello regionale (rispettivamente 61% e 28,5%). Il dato evidenzia un lieve calo rispetto al 2017, ma la quota di imprese investitrici rimane comunque sui livelli elevati che hanno caratterizzato gli ultimi anni; il raffreddamento della congiuntura europea e nazionale rende però più prudenti le imprese nelle previsioni per il prossimo anno: la quota che prevede di investire passa dal 69,9% registrato nel 2017 al 58,8% per l’industria e dal 35,6% al 24,5% per l’artigianato. Macchinari, impianti e veicoli fanno la parte del leone negli investimenti delle imprese della manifattura bergamasca, rappresentando circa i due terzi (67%) del valore degli investimenti complessivi nell’industria e ben il 74% nell’artigianato, mentre agli investimenti immateriali è destinata una quota minoritaria (il 12% nell’industria e il 9% nell’artigianato).

Negli ultimi tre mesi dell’anno il commercio al dettaglio registra una lieve diminuzione del fatturato (-0,1%), confermando l’andamento complessivamente negativo del 2018 dopo tre anni di incrementi: la variazione media annua risulta pari al -0,6%. Le imprese che hanno realizzato investimenti nel 2018 sono il 37,4%, in leggero calo rispetto al 39,1% dell’anno precedente.
Si conferma positiva la dinamica dei servizi: sebbene l’incremento del fatturato nel quarto trimestre sia contenuto (+0,1%), il risultato complessivo del 2018 risulta significativo (+2,3%) e in miglioramento rispetto all’anno precedente; aumenta inoltre la percentuale di imprese che hanno realizzato investimenti, passando dal 35% del 2017 al 37,6%.

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