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Bergamo

Omicidio di Curno, l’ex marito resta in carcere: non ricordo

Di Redazione7 Febbraio 2019 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Di aver ucciso la moglie. Ricorda invece la lite e i colpi alla sorella. Pericolo di reiterazione del reato

Omicidio di Curno, l’ex marito resta in carcere: non ricordo
I carabinieri

BERGAMO — Il giudice per le indagini preliminari Lucia Graziosi ha convalidato l’arresto di Ezzedine Arjoun, il 35enne tunisino in carcere da sabato notte con l’accusa di omicidio della ex moglie, Marisa Sartori e il tentato omicidio della cognata, Deborha.

Assistito dai suoi avvocati, l’uomo ha parlato per mezz’ora davanti al magistrato, ripercorrendo la testimonianza fornita in prima battuta al pubblico ministero titolare delle indagini Fabrizio Gaverini.

L’omicida avrebbe raccontato di essere andato sotto casa dei genitori della moglie per parlare con lei e convincerla a tornare. Dentro un box rifiuti del garage avrebbe trovato il coltello con cui poi l’ha ammazzata. L’arma sarebbe poi stata gettata in un cespuglio dove i carabinieri l’hanno ritrovata su indicazione del tunisino stesso.

Durante la deposizione, l’omicida – che ha atteso sul posto l’arrivo dei militari – avrebbe detto di aver avuto una lite per una frase pronunciata dalla sorella della moglie e di averla colpita. Non ricorderebbe invece di aver accoltellato la moglie.

La versione contrasta con quella degli inquirenti, secondo i quali il tunisino sarebbe arrivato nella palazzina di via IV Novembre e avrebbe inferto i due colpi mortali, al cuore e al petto, alla moglie, e dopo avrebbe colpito Deborha, che cercava di soccorrere la sorella.

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