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Cessione occulta di società: come recuperare i crediti

Di Redazione6 Febbraio 2019 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

L'avvocato Raffaella Preda spiega come i creditori possano agire per salvaguardare i loro diritti

Cessione occulta di società: come recuperare i crediti
Soldi

Nella difficile congiuntura economica in cui ci siamo trovati negli ultimi anni abbiamo visto il proliferare di operazioni elusive finalizzate alla tutela del patrimonio aziendale in pregiudizio dei diritti dei creditori, che venivano, di conseguenza, privati di concreti possibilità di recupero dei loro crediti.

Anche la cessione d’azienda, sia essa formalizzata sia effettuata sotto frazionate operazioni di cessione verso la nuova impresa, è stata spesso utilizzata per salvaguardare il patrimonio dei debitori ed eludere le pretese delle aziende creditrici.

In particolare la cessione d’azienda “occulta” veniva scelta per evitare la specifica tutela attribuita ai creditori prevista dall’art. 2560 del codice civile che impone una responsabilità solidale tra la società alienante e la società acquirente degli obblighi di adempimenti di tutti quei debiti ove risultanti dai libri contabili obbligatori.

Raffaella Preda

Raffaella Preda

Sebbene non sia infrequente rinvenire nei contratti di cessione d’azienda patti con il quale si esclude che l’acquirente sia tenuto a rispondere dei crediti assunti in precedenza dall’alienante, la giurisprudenza di legittimità ha avuto modo di chiarire che tale accordo, seppure valido tra le parti, non ha alcuna efficacia nei confronti del terzo creditore che è pertanto legittimato ad agire comunque verso l’acquirente (da ultimo si richiama Cass. Civ., Sez.I, 9.10.2017, n. 23581).

Recentemente la giurisprudenza di merito ha riconosciuto tutela al terzo creditore, anche nel caso in cui la cessione d’azienda avvenga in modo informale e occulto, mediante plurime operazione che per natura e contenuto dimostrano la sostanziale identità tra l’azienda originaria e la nuova azienda ceduta frazionata alla nuova società costituita, qualora sussista per esempio identità di sede, identità di ditta, similarità di attività, identità anche parziale dei lavoratori, cessione di beni strumentali e così via (Tribunale di Treviso, sez.III, 30.11.2018, n.2395).

In tale ipotesi, per il creditore, nei cui confronti non vige il limite probatorio di cui all’art. 2556 co I° c.c., sarà possibile dimostrare mediante semplici presunzioni o mediante testimonianze l’avvenuta cessione d’azienda non essendo necessario dimostrare la presenza di un effettivo contratto scritto.

A ciò va aggiunto che in caso di cessione “occulta” il creditore potrà agire verso l’occulto acquirente anche se il proprio credito non sia stato registrato dal debitore nei libri contabili, non applicandosi il criterio formale previsto dal II° comma dell’art. 2560 del codice civile.

Raffaella Preda

L’avvocato Raffaella Preda si occupa di diritto civile ed in particolare di diritto commerciale, diritto societario, diritto delle nuove tecnologie e privacy, tutela dei diritti dei consumatori e contrattualistica. E’ referente di diritto commerciale e societario per il comitato scientifico di Aiga (Associazione italiana giovani avvocati) di Bergamo.

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