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Politica

In Comune per un’altra Bergamo: appello in 10 punti

Di Redazione5 Febbraio 2019 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
In Comune per un’altra Bergamo: appello in 10 punti
Fausto Amorino con Giorgio Gori

BERGAMO — Un appello alla città in vista delle prossime elezioni amministrative. E’ quello approvato dall’assemblea di “In Comune, per un’altra Bergamo”, che si è tenuta sabato scorso all’auditorium Gramsci, in città.

“Dobbiamo ora dare seguito a quanto deciso con: adesione sottoscrizione formale dell’appello (solo chi lo sottoscriverà, sarà abilitato alle fasi decisionali delle prossime assemblee), dare la propria disponibilità per la prossima fase di costruzione del programma, attraverso tre gruppi di lavoro tematici specifici accorpando i 10 punti presenti nella parte finale dell’appello; dare la propria disponibilità per costituire un gruppo di lavoro organizzativo, che prepari e faciliti le prossime fasi decisionali dell’assemblea” spiega il promotore dell’iniziativa Fausto Amorino.

Nel frattempo, ecco l’appello che fra le altre cose propone di fermare e ridurre la crescita dell’aeroporto di Bergamo. Ecco il testo completo.

“Siamo cittadine e cittadini preoccupati per il futuro della nostra società e della nostra città, ci anima una grande passione civile e sociale, e siamo impegnati e responsabilmente attivi nella vita sociale cittadina in comitati, associazioni, gruppi, movimenti, crediamo nella politica come strumento di servizio a tutta la comunità.

Siamo convinti che ci sia uno spazio sociale politico programmatico, per dare voce, a chi in primo luogo vuole contrastare l’attacco politico di stampo populista neofascista razzista e xenofobo, espresso dalla Lega e dalle destre, a chi è deluso della svendita del movimento cinque stelle rispetto ai temi e obiettivi originari, a chi non si riconosce nell’ambivalenza delle alleanze politiche del PD, nelle politiche, economiche e urbanistiche dell’ambiente e della mobilità della attuale maggioranza cittadina. Pur riconoscendole alcuni interventi positivi (politiche sociali, diritti individuali, integrazione dei migranti), è stata troppo condizionata da interessi di importanti gruppi imprenditoriali che hanno definito priorità, progetti e direttrici per un orizzonte di sviluppo economico speculativo, incompatibile con l’ambiente, che svende il patrimonio pubblico, che ha negato nei fatti le forme di partecipazione democratica come nel caso emblematico del parcheggio alla Fara dentro le mura veneziane.

Le prossime elezioni amministrative cittadine sono quindi un’occasione importante, sebbene parziale non esclusiva né esaustiva, utile per mettere a frutto e collegare tra loro esigenze di quartiere, emergenze sottovalutate, battaglie ambientali, conflitti sociali, problematiche non soddisfatte, misurando così il consenso su un progetto di città innovativo con un programma credibile, alternativo a quelli in campo, saldamente legato a valori e principi di uguaglianza, estensione dei diritti, valorizzazione delle diversità, difesa dei più deboli, protezione dell’ambiente, qualità della vita, in particolare dei nostri quartieri.

Non dobbiamo lasciare un vuoto politico, bisogna dare un volto e far vivere, anche in questa competizione, la sfida di un progetto civico ambizioso che accolga anche i molti delusi, in attesa, pronti ad astenersi, a vivere da spettatori, a turarsi il naso o a scegliere il meno peggio. Cerchiamo l’unità tra chi oggi non si sente rappresentato, tra le componenti civiche, i soggetti associativi, i comitati, le singole persone, e le forze politiche che si richiamano ai valori comuni e discriminanti dell’antifascismo e dell’antiliberismo, per non disperdere il consenso significativo registrato in città alle ultime elezioni politiche.

Gli sbarramenti elettorali fuori dalle coalizioni comportano oggi una oggettiva difficoltà a dare rappresentanza istituzionale, dobbiamo quindi cercare di fare meglio del passato, saperci unire e aggregare in una situazione politica esterna che nel frattempo è mutata profondamente.

Si tratta quindi di operare in controtendenza, in una città dove nel frattempo la domanda di partecipazione dei cittadini è stata svilita, rispondendo insieme con un nuovo protagonismo, nei tempi stretti che ci restano, per riavviare un percorso democratico, partecipato, aperto e inclusivo.

Un percorso assembleare dove ognuno conti, dove si applichi il criterio della massima democraticità e della parità secondo il principio “una testa un voto” dei residenti e non che aderiranno a questo appello, e nel quale, in modo non precostituito, si declini un programma, con una lista e un candidato sindaco, che possa dare continuità alla rappresentanza nelle istituzioni locali e in ogni caso possa essere punto di partenza per sviluppare anche dopo la scadenza elettorale, una critica radicale e concreta allo stato di cose presenti e strumento a sostegno delle lotte e dei conflitti.

Denominatore comune, deve essere in primo luogo la condivisione e il giudizio di merito sui contenuti, un programma che si possa arricchire nel confronto, ma che deve essere discriminante su una serie di problematiche, dove in questi anni ci sono stati molti elementi di regressione, quali ad esempio:

– Processi trasparenti di coinvolgimento e partecipazione attiva dei cittadini
– Direzione e interesse pubblico delle trasformazioni urbanistiche e di rigenerazione urbana
– Difesa tutela e valorizzazione dei beni e del patrimonio comune
– Sistema integrato e innovativo di mobilità dolce
– Fermare e ridurre la crescita dell’aeroporto rendendolo compatibile con il territorio e chi lo abita
– Incremento delle potenzialità abitative del patrimonio pubblico e privato
– Politiche solidali di accoglienza e inclusione delle migrazioni
– Consolidamento ed estensione dei diritti civili e sociali
– Salvaguardia dell’ambiente, del territorio, del suolo non edificato, della qualità della vita
– Riequilibrio e riqualificazione sociale e urbanistica con al centro le periferie.

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