iscrizionenewslettergif
Parola all'avvocato

Non si possono costringere i figli a seguire una religione

Di Redazione28 Gennaio 2019 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

L'avvocato Elisabetta Luzzana spiega che ogni decisione dei genitori deve essere assunta nell'interesse della prole

Non si possono costringere i figli a seguire una religione
Religione

Buongiorno avvocato,
ho convissuto per quindici anni con una persona che praticava la mia stessa fede religiosa. Cinque anni fa è nato nostro figlio, ma poco dopo, per incompatibilità di carattere, io e il mio compagno abbiamo interrotto la relazione e ciascuno ha intrapreso vite separate. Il mio ex convivente, da circa un anno, si è avvicinato ad una diversa confessione religiosa e pretende che nostro figlio faccia altrettanto, nonostante, il minore abbia manifestato un disagio a partecipare alle nuove funzioni religiose. Posso fare qualcosa per impedire che mio figlio venga costretto a praticare la confessione religiosa abbracciata dal mio ex dopo l’interruzione della convivenza?

La Legge prevede che ogni decisione inerente i figli minori debba essere assunta tenendo a mente, quale criterio fondamentale, il superiore interesse della prole e ciò, anche a svantaggio della libertà individuale dei genitori.

Elisabetta Luzzana

Elisabetta Luzzana

Pertanto, tutte le volte in cui il Tribunale competente accertasse, per il tramite di una consulenza tecnica d’ufficio, che la scelta assunta da uno dei due genitori – in disaccordo con l’altro – sia pregiudizievole per la crescita sana e equilibrata della prole, in quanto l’esternazione di tale scelta determinerebbe conseguenze pregiudizievoli per il figlio, compromettendone la salute psico-fisica e lo sviluppo, dovrà assumere tutti i provvedimenti contenitivi o restrittivi dei diritti di libertà individuali dei genitori.

Nel caso in commento è certo che si potrebbe intraprendere un giudizio civile chiedendo al Tribunale che l’altro genitore interrompa immediatamente la condotta posta in essere e atta a costringere il figlio ad abbracciare la nuova fede religiosa, previo esperimento di una consulenza che indaghi e accerti l’esistenza di un disagio emotivo del minore dovuto a tale costrizione.

Elisabetta Luzzana

L’avvocato Elisabetta Luzzana è membro dell’Associazione italiana giovani avvocati (Aiga) di Bergamo.

Reati stradali e sanzioni accessorie: dubbi interpretativi

Cortese avvocato, all’incirca cinque mesi fa, alla guida della mia autovettura, uscendo dal parcheggio del ...

Cessione occulta di società: come recuperare i crediti

soldiNella difficile congiuntura economica in cui ci siamo trovati negli ultimi anni abbiamo visto il ...