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Cultura

Giornata della memoria: incontro alla Gamec

Di Redazione25 Gennaio 2019 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Giornata della memoria: incontro alla Gamec
Adam Haupt e Franciszek Duszenko_Memoriale di Treblinka, 1964

In occasione del Giorno della Memoria la Galleria d’arte moderna e contemporanea (Gamec) di Bergamo promuove un incontro sul tema delle forme di trasmissione della memoria legata alla Shoah e che hanno segnato la strada per la commemorazione di altri drammi della storia del Novecento.

L’evento, a cura dell’architetto Michela Bassanelli, autrice del saggio “Oltre il memoriale. Le tracce, lo spazio, il ricordo (Mimesis Edizioni, 2015)”, racconterà l’evoluzione che ha contraddistinto monumenti, memoriali e musei a partire dal secondo dopoguerra attraverso l’analisi di alcuni casi emblematici che hanno definito il paesaggio della memoria, in costante oscillazione tra pratiche dell’arte e forme architettoniche.

Dai primi memoriali sorti sui luoghi di sterminio – il Memoriale di Auschwitz-Birkenau (1947), il Memoriale di Treblinka (1964), il Memoriale di Gusen (1965), la Risiera di San Sabba di Trieste (1975), il Memoriale della Shoah di Milano (2013) – si passerà al racconto dei cosiddetti “contro-monumenti” realizzati a partire dagli anni Ottanta, tra cui il Monument Against Fascism (Monumento contro il Fascismo) di Amburgo, di Jochen Gerz e Esther Shalev-Gerz (1986), l’opera Black Form di Sol LeWitt a Münster (1987) e il Denkmal fur die ermodeten Juden Europas (Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa) di Berlino (2004) di Peter Eisenmann.

Romano Boico_Risiera di San Sabba, Trieste, 1975. © Arch. Massimo Mucci-1

Romano Boico_Risiera di San Sabba, Trieste, 1975. © Arch. Massimo Mucci-1

Saranno inoltre trattati alcuni esempi di musei dedicati alla memoria, che ospitano storie, oggetti, documenti e immagini. Tra questi, il Museo Monumento al Deportato politico e razziale di Carpi (1973) del collettivo BBPR, lo United States Holocaust Memorial Museum di Washington (1993) realizzato da James Ingo Freed, e lo Jüdisches Museum (Museo Ebraico) di Berlino (1999) di Daniel Libeskind.

Chiuderà l’incontro un’analisi di alcuni spazi sorti in anni recenti che coniugano paesaggio, spazio pubblico e arte – come Future Monument di Jochen Gerz, a Coventry (2004) –, e che puntano a coinvolgere il pubblico nei processi commemorativi, ad attivare un’interazione al fine di promuovere una memoria partecipata, per non dimenticare il passato.

L’evento rientra tra gli appuntamenti promossi dall’assessorato alla Cultura del Comune di Bergamo per il Giorno della memoria 2019. Michela Bassanelli è architetto e dottore di ricerca in architettura degli interni e allestimento. Da diversi anni si occupa di progetti che riguardano l’architettura, il design e l’arte in modo trasversale, collaborando con università, centri di ricerca e gallerie d’arte. Le sue ricerche si focalizzano sulle pratiche di diffusione della memoria collettiva, sui temi dell’abitare e degli interni domestici e sulla museografia. Nel 2016 ha vinto la sesta edizione del premio Biennale Luigi e Sandro Angelini. 

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