iscrizionenewslettergif
Igiene orale

Salute orale: i rischi della cannabis

Di Redazione21 Gennaio 2019 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Salute orale: i rischi della cannabis
La cannabis

L’Italia risulta il terzo paese europeo per uso di cannabis (circa il 33%). La sostanza psicotropa è quella più diffusa nella popolazione adulta e tra i giovanissimi.

In materia sì è espressa la letteratura scientifica fornendo alcune importanti informazioni riguardanti da una parte all’elevata ricaduta negativa sullo stato di salute generale e dall’altra l’uso terapeutico in un vasto numero di condizioni mediche patologiche che stanno portando allo sviluppo di studi clinici per attestarne l’efficacia farmacologica ad uso esclusivamente medico.

Allo stato dei fatti per tutti i soggetti sani e quindi non affetti da alcuna malattia l’uso della cannabis comporta una serie di alterazioni alla salute generale e non di meno alla cavità orale e dentale. La letteratura scientifica attesta che gli effetti della sostanza psicotropa Thc (-delta-9-tetraidrocannabinolo-sostanza psicotropa) della cannabis sono da tempo conosciuti. Una molecola che entra nel flusso sanguigno interagendo con i recettori propri del corpo (endogeni) colpendo molti sistemi tra i quali: il sistema cardiovascolare, respiratorio, immunitario e generando effetti acuti e cronici sulla salute mentale.

I consumatori di cannabis rivelano generalmente una salute orale peggiore rispetto ai non utilizzatori, con un aumento del rischio di carie dentale, malattie parodontali, infezioni orali, con sospetti effetti immunosoppressivi, associata a potenziale cancerogenicità, cambiamenti displastici e lesioni pre-maligne all’interno della mucosa orale. La scarsa salivazione, le pigmentazioni particolari, l’elevata acidità, le frequenti gengiviti, gli aumenti di volume e l’eccesso di placca batterica sono le ulteriori alterazioni facilmente rilevabili all’osservazione clinica. Tutti i fattori riconducono allo stile di vita.

L’attuale attenzione verso questa sostanza avviene purtroppo nella consueta e strumentale confusione mettendo in gioco una terminologia d’uso interpretabile definita ricreativa, “light” costituita da Cbd (Cannabidiolo) che non cambia la natura del principio attivo sempre presente anche se in piccole tracce di Thc di difficilissimo controllo. Prodotti venduti a basso prezzo che si distinguono su percentuale di concentrazione nelle varie differenziazioni d’uso.

Non possiamo sottovalutare il fatto che il primo contatto è a soli 14 anni e l’uso quotidiano aumenta tra gli studenti così attestano le comunità. La prevenzione supportata dalla epidemiologia e dalla letteratura scientifico consentono lo sviluppo di informazioni utili alla popolazione per una maggiore consapevolezza sui potenziali rischi derivanti dall’uso di queste sostanze in qualsiasi forma.

Laura Antonia Marino
Dottoressa in igiene dentale
e Scienze delle professioni sanitarie tecnico-assistenziali

Igiene e metodi di allineamento dei denti

Un bel sorrisoLe terapie in ortodonzia (apparecchi per correggere la posizione dei denti) prospettano nuove metodiche e ...