iscrizionenewslettergif
Val Cavallina

Lago di Endine ghiacciato, ma i divieti non bastano

Di Redazione7 Gennaio 2019 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Riunione di enti e istituzioni per scongiurare rischi alla sicurezza

Lago di Endine ghiacciato, ma i divieti non bastano
Il lago di Endine ghiacciato

BERGAMO — Non basta vietare l’accesso al lago di Endine, ghiacciato in questi giorni. E’ quanto emerso dalla riunione fra gli enti e le istituzioni che si è tenuta la scorsa settimana a Spinone al lago.

Durante l’incontro è stato fatto il punto sul lago ghiacciato, con particolare focus sulle procedure da attuare in caso di emergenza. Presenti all’incontro, oltre ai quattro sindaci dei Comuni lacustri e ai rappresentanti del Comitato turistico inValcavallina, esponenti di Vigili del Fuoco, Croce Rossa,
Carabinieri, Areu, gruppi di Protezione Civile del lago e Autorità di bacino.

E’ stato messo in evidenza come il Comitato inValCavallina, tramite il tavolo di lavoro dedicato al tema del lago, si sia interessato fortemente al fenomeno naturale, da sempre elemento di forte attrazione per turisti e curiosi, per capire quali possano essere gli strumenti per migliorare il livello di informazione e di sicurezza a riguardo. L’ordinanza di divieto, usata per oltre un ventennio dai Comuni lacustri, si è dimostrata uno strumento
inefficace e controproducente, in quanto impediva di mettere in evidenza gli elementi di maggior rischio.

Il ghiaccio sulla superficie del lago è un fenomeno naturale e come tale presenta elementi di complessità elevati. È necessario non sottovalutare i pericoli e favorire strumenti di comunicazione che garantiscano la diffusione delle buone pratiche e la conoscenza degli elementi di maggior pericolo.

All’incontro si è discusso del sistema di gestione dell’emergenza ed è stato messo in evidenza come in caso di incidente, l’unico ente abilitato alla messa in sicurezza dell’ambiente prima dell’intervento di AREU/118 o Croce Rossa siano i Vigili del Fuoco, dotati di apposite squadre debitamente formate.

In prospettiva, l’impegno è quello di lavorare fittamente alla diffusione delle giuste informazioni relative al fenomeno, con un’attenzione particolare alla comunicazione delle zone meno sicure e delle condizioni di maggior pericolo. Grazie anche al coinvolgimento di associazioni provinciali che già si occupano di soccorso in acqua, verrà inoltre approfondita la possibilità di creare momenti di formazione che coinvolgano i volontari locali, sia per la gestione delle prime fasi del soccorso che per le azioni di monitoraggio nei giorni particolarmente frequentati.

L’incontro è terminato con la promessa di un secondo appuntamento in primavera per valutare il tema della balneabilità e la possibilità di implementare i sistemi locali di soccorso.

Malore in bicicletta: muore bergamasco di 48 annni

AmbulanzaBERGAMO -- Si è accasciato improvvisamente al suolo cadendo dalla sua bicicletta. E' morto così, ...