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Cultura

Longuelo, arriva la “Terza Stanza”

Di Redazione21 dicembre 2018 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Longuelo, arriva la “Terza Stanza”
Disegno della "Terza Stanza" di Margherita Moscardini

Hanno avuto inizio nei giorni scorsi in via Bellini, nel quartiere di Longuelo, i lavori di installazione di Terza Stanza (2010-2018), opera d’arte permanente ideata dall’artista Margherita Moscardini (Donoratico, 1981) per il concorso “Qui l’arte è di casa”.

La struttura di metallo ripiegata in due punti ricorda – per forma e sinuosità – un foglio; il sollevamento di una delle estremità genera una parete di proporzioni 16:9 pensata per fungere da supporto per video-proiezioni, mentre all’interno della piega più piccola è inserita una barra a led che si attiva in accordo con l’illuminazione pubblica della città.

Sulla stessa piega è inoltre presente un foro che, attraversato dalla luce solare, attiva una meridiana posta alla base della scultura.

L’opera, che sarà inaugurata nella primavera 2019, è stata concepita dall’artista come “una pagina bianca” a disposizione delle realtà locali, affinché possano coinvolgere non solo il quartiere di Longuelo, ma l’intera città di Bergamo, con iniziative rivolte a pubblici eterogenei.

Indetto nel 2010 dal Comune di Bergamo con la partecipazione della Galleria d’arte moderna e contemporanea (Gamec), il concorso ha visto il coinvolgimento di numerosi artisti contemporanei chiamati a proporre progetti ineditim e site-specific destinati alla riqualificazione di alcune aree della città di Bergamo e del suo territorio.

L’installazione di Margherita Moscardini chiude il ciclo dei 4 progetti vincitori realizzati in città negli ultimi anni: nel 2014 il Villaggio degli Sposi ha accolto l’opera “Neverending End – 100 Last Pages” di Andrea Mastrovito; nel 2015 nel parco di via dell’Azzanella è stata posata “La Pietra della Rinascita” di Daniel Knorr. Infine, lo
scorso anno, in Piazza Aquileia è stata composta l’opera “Seminarium” di Eva Marisaldi.

In occasione della chiusura del progetto sarà pubblicato un catalogo, edito da Gamec Books, che includerà una serie di interventi di approfondimento su “Qui l’arte è di casa” e la documentazione fotografica delle opere realizzate.

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