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Parola all'avvocato

Eccesso di potere della Pa: come difendersi

Di Redazione17 Dicembre 2018 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

L'avvocato Mirko Brignoli quando si manifesta il potere d'imperio della pubblica amministrazione

Eccesso di potere della Pa: come difendersi
I poteri dello Stato

Buongiorno avvocato. Sento spesso parlare di un atto amministrativo annullato per “eccesso di potere” e mi chiedevo cosa volesse dire.

Gentile lettore, l’eccesso di potere, unitamente alla incompetenza e alla violazione di legge, rappresenta uno dei cosiddetti vizi di “legittimità di un atto amministrativo”, elementi che lo rendono illegittimo e quindi annullabile.

Mentre è facile intuire perché un atto amministrativo è annullabile se emanato da un soggetto privo dei poteri (incompetenza) o se emanato in violazione delle leggi (ad es. rilasciare un permesso di costruire in violazione delle norme edilizie), la figura dell’eccesso di potere è più elaborata e, allo stesso tempo, affascinante.

Essa infatti è correlata al “potere” esercitato dalla pubblica amministrazione che viene conferito dall’ordinamento per perseguire un interesse pubblico. Ciò consente alla pubblica amministrazione medesima, a determinate condizioni e quando tale interesse pubblico è ritenuto prevalente, di imporre al privato la restrizione della propria sfera soggettiva, anche contro la sua volontà (si pensi ad esempio all’espropriazione di una porzione di terreno per la realizzazione di una strada).

Mirko Brignoli

Mirko Brignoli

È quindi importante che tale “potere di imperio” venga esercitato correttamente, valutazione tanto più profonda quanto più il potere è discrezionale, anche se l’atto è emanato dall’autorità competente e in conformità alla legge.

L’eccesso di potere può manifestarsi con diverse modalità, chiamate “figure sintomatiche”. Le più rilevanti (ma non le uniche) sono:
a) illogicità, contraddittorietà o assenza della motivazione (ad es. palese contraddizione tra le premesse e la decisione finale);
b) travisamento ed erronea valutazione dei fatti (la determinazione della pubblica amministrazione si basa su un’errata interpretazione di elementi di fatto);
c) disparità di trattamento (due soggetti si trovano nella medesima situazione giuridica ma uno solo viene colpito da provvedimento sfavorevole);
d) contraddittorietà tra più atti (la successione di atti tra loro contraddittori non consentono di comprendere la volontà della pubblica amministrazione);
e) sviamento dalla causa tipica dell’atto (ad es. la pubblica amministrazione comprime il diritto di proprietà di un soggetto mediante uno strumento urbanistico specifico ma nel concreto lo utilizza per raggiungere un obiettivo diverso);
f) carenza di ragionevolezza e proporzionalità (una sanzione viene comminata in misura abnorme ad un gruppo di persone indistintamente, senza tener conto della differenza tra le singole posizioni).

Lo stesso eccesso di potere può manifestarsi peraltro contemporaneamente in più figure sintomatiche (ad esempio l’errata interpretazione di un parere può essere sia vizio della motivazione sia erronea valutazione dei fatti). Allo stesso modo un vizio dell’atto può configurarsi sia come eccesso di potere sia come violazione di legge (ad esempio la carenza di motivazione che è espressamente richiesta dall’art. 3. L. n. 241/90).

Grazie quindi alla figura dell’eccesso di potere il privato, ricorrendone i presupposti ed avendone interesse, ha gli strumenti per verificare il corretto esercizio della pubblica amministrazione e far annullare gli atti ritenuti lesivi della propria sfera giuridica.

Mirko Brignoli

L’avvocato Mirko Brignoli si occupa di diritto amministrativo ed è il referente della commissione di diritto amministrativo dell’Aiga (Associazione italiana giovani avvocati) di Bergamo.

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