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Economia

Bergamo, meccanica: fase di stasi ma rialzi in prospettiva

Di Redazione6 dicembre 2018 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Donadoni (Confindustria): contesto politico avvitato su se stesso e che non guarda al futuro.

Bergamo, meccanica: fase di stasi ma rialzi in prospettiva
Lavoro

BERGAMO — La metalmeccanica bergamasca sta vivendo una situazione a luci e ombre, con una sostanziale fase di stagnazione ma con rialzi in prospettiva. Lo sostiene l’ultima indagine congiunturale di Federmeccanica.

Dopo i buoni risultati conseguiti dal settore metalmeccanico nel corso del triennio 2015-2017, a partire dai primi mesi del 2018, l’attività produttiva è stata caratterizzata da una fase di sostanziale stagnazione.

A livello nazionale, nel terzo trimestre dell’anno la variazione congiunturale è risultata pari al +0,1% dopo il -0,6% del primo e il +0,8% del secondo. In termini tendenziali il tasso di crescita si è ridotto all’1,0% nel trimestre estivo rispetto a dinamiche medie di poco superiori ai 4,5 punti percentuali realizzati nel corso della prima metà dell’anno.

Il peggioramento della congiuntura si evince sia dai dati di fonte ufficiale Istat, che segnalano una contrazione della durata degli ordinativi, sia dai risultati dell’indagine di Federmeccanica che evidenzia, sempre nel terzo trimestre, una eccedenza di scorte di materie prime e di prodotti finiti, rispetto alle normali esigenze produttive aziendali, e un peggioramento del giudizio sulle consistenze degli ordini in essere rispetto a quanto indicato nella precedente rilevazione.

Nel terzo trimestre il tasso tendenziale di crescita dell’export è stato pari, in valore, al +2,9% rispetto al +6,5% evidenziato nell’ultimo trimestre del 2017. Complessivamente nei primi nove mesi del 2018 i flussi di produzione indirizzati ai mercati esteri sono cresciuti del 3,2% rispetto al + 3,8% delle importazioni, mentre il saldo dell’interscambio ha evidenziato un attivo pari a circa 39 miliardi di euro collocandosi sugli stessi livelli del precedente anno. A livello previsionale, nella parte finale dell’anno non sono attese sostanziali modifiche del clima congiunturale, pur in presenza di un parziale recupero dei volumi produttivi rispetto ai bassi livelli del terzo trimestre.

A Bergamo gli indicatori della produzione industriale nei settori siderurgico, meccanico e mezzi di trasporto hanno fatto registrare, nel terzo trimestre, valori tendenziali coerenti con il rallentamento generale: rispettivamente -1,7%, 0,9% e -0,8%.

Il trend è in linea con i dati della Lombardia, dove l’indice complessivo si è posizionato a 106,7 per la siderurgia, 109,9 per la meccanica e 96,7 per i mezzi di trasporto, livelli in deciso ribasso rispetto al secondo trimestre del 2018.

Per quanto riguarda il campione delle aziende rispondenti all’indagine Federmeccanica, il gruppo delle bergamasche segnala una produzione in crescita nel 28% dei casi e in diminuzione nel 50% dei casi, con un saldo netto pari a -22%, peggiore rispetto al dato nazionale (-11%). Il dato viene tuttavia temperato dal giudizio positivo sia per i consuntivi di produzione che per il portafoglio ordini, ritenuti entrambi soddisfacenti o normali nel 75% dei casi. Anche le prospettive per il prossimo trimestre, sia produttive che occupazionali, sono al rialzo, in ciò confermando il dato Unioncamere, dal quale si evinceva una discreta spinta propulsiva proveniente dalla domanda estera.

“Il focus trimestrale di Federmeccanica – sottolinea Giorgio Donadoni, presidente del Gruppo Meccatronici di Confindustria Bergamo – è un’occasione preziosa per ribadire l’importanza e il peso della metalmeccanica italiana, vera spina industriale del Paese, storico traino per l’economia e per l’avanzamento tecnologico, che sta purtroppo evidenziando una congiuntura in peggioramento. Pure a livello locale emergono segnali di stasi, anche se le prospettive, secondo il campione bergamasco, sono al rialzo. Tutto questo in un contesto politico avvitato su se stesso e che non guarda al futuro. Lo sforzo di noi imprenditori è invece proprio quello di avere una visione che superi il giorno per giorno, di qui il nostro forte impegno nell’alternanza scuola lavoro e nella formazione”.

“Anche a Bergamo – prosegue Donadoni – stiamo diffondendo la petizione a sostegno dell’alternanza scuola lavoro e della formazione di qualità lanciata da Federmeccanica per sollecitare il Governo a mantenere, in particolare negli istituti tecnici e professionali, le 400 ore di alternanza scuola-lavoro. Nelle nostre aziende si sta, inoltre, sempre più rafforzando la cultura della formazione che è parte qualificante del contratto e si integra con un welfare sempre più flessibile e adattabile, in cui imprese, sindacati e dipendenti stanno sempre più credendo”.

“L’industria metalmeccanica italiana – ha dichiarato Fabio Astori, vicepresidente di Federmeccanica – sta vivendo un momento di rallentamento e di incertezza. Sulle dinamiche produttive stanno pesando la contrazione del tasso di crescita dei consumi delle famiglie e della domanda per beni di investimento oltre al rallentamento della domanda mondiale che incide negativamente sulle esportazioni del settore metalmeccanico che indirizza all’estero oltre la metà delle proprie produzioni. Attualmente i volumi prodotti risultano inferiori del 22% rispetto a quelli che si realizzavano prima della recessione del 2008-2009. Il quadro complessivo evidenzia ancora una volta l’esigenza di misure concrete di politica industriale per ridare slancio alla nostra economia. Occorre puntare sulle Imprese per generare sviluppo. Non ci sono altre strade. C’è tanto ancora da fare sotto questo profilo su vari ambiti, ma oggi vogliamo sottolineare un aspetto su tutti, che deve stare alla base di qualsiasi percorso di crescita: la creazione delle competenze e conoscenze che servono alle aziende oggi e domani. Queste sono le fondamenta senza le quali il sistema non può reggere”.

“Quello dell’istruzione e della formazione – ha commentato Stefano Franchi, direttore generale di Federmeccanica – è un tema cruciale. I dati ci dicono che siamo in grave ritardo. E’ evidente lo scollamento tra scuola e impresa, che rende poi necessari interventi formativi riparatori, non solo sulle nuove tecnologie ma anche per le competenze di base. Per questo Federmeccanica ha lanciato nei giorni scorsi la Petizione “Più Alternanza. Più Formazione” a sostegno dell’alternanza scuola lavoro e della formazione di qualità”.

L’indagine nazionale ha rilevato che, fermo restando le difficoltà in circa il 50% delle aziende a reperire sul mercato manodopera specializzata, i neodiplomati e neolaureati assunti sono ritenuti dal 22% delle imprese non in possesso di una adeguata preparazione sia tecnica che trasversale. Con riferimento al Decreto Dignità, il 30 per cento delle imprese non rinnoverà, alla data di scadenza, i contratti a tempo determinato in essere, spiegano da Confindustria.

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