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Economia

Gli imprenditori bacchettano il governo: la pazienza è finita

Di Redazione4 dicembre 2018 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

In tremila a Torino per l'incontro organizzato da 12 associazioni fra cui Confindustria

Gli imprenditori bacchettano il governo: la pazienza è finita
La convention di Torino

TORINO — Tremila imprenditori sono arrivati da tutta Italia alle ex Grandi officine riparazioni di Torino per la manifestazione organizzata per sollecitare il rilancio delle infrastrutture a partire dalla Torino-Lione.

Presenti dodici associazioni d’impresa, che complessivamente rappresentano 9 milioni di lavoratori e oltre il 65 del Pil italiano. All’incontro “Infrastrutture per lo sviluppo. Tav, l’Italia in Europa” ci sono i presidenti nazionali di Confindustria, Casartigiani, Ance, Confapi, Confesercenti, Confagricoltura, Legacoop, Confartigianato, Confcooperative, Confcommercio, Cna e Agci.

“Se siamo qui è perché la nostra pazienza è quasi limite, per mettere insieme 12 associazioni tra cui alcune concorrenti tra loro. Se siamo qui tra artigiani, commercianti, cooperative, industriali, qualcuno si dovrebbe chiedere perché. La politica è una cosa troppo importante per lasciarla solo ai politici” ha detto il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia.

“Torino è una città simbolo – ha aggiunto – . Siamo qui con 12 associazioni, compresa la nostra, che sono rappresentanti di agricoltori, artigiani, commercianti, esercenti, cooperative, industria, di oltre 3 milioni di imprese e il 65% del Pil. Il messaggio è chiaro sì alla Tav Torino-Lione, perché le infrastrutture sono un’idea di società, includono, sono un’idea di visione del Paese, centrale tra Europa e Mediterraneo, aperta a est e a ovest”.

Intanto il movimento No Tav attacca l’iniziativa degli imprenditori: “Ben poco attivismo imprenditoriale si è visto quando la disoccupazione giovanile ha toccato il 40% o le infrastrutture da nord a sud sono crollate facendo vittime e feriti”. “Non abbiamo mai visto tante sigle riunirsi in altri momenti, dall’inizio della crisi globale per rilanciare l’economia. L’alzata di scudi – dicono – c’è solo quando i ben poco intraprendenti imprenditori rischiano di perdere una ricca commessa di soldi pubblici”.

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