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Cultura

Pianura da scoprire: i tesori di Bariano

Di Redazione28 novembre 2018 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Pianura da scoprire: i tesori di Bariano
Il convento dei Neveri

Una pianura di tesori spesso ancora nascosti: eccellenze culturali, gastronomiche, artistiche, naturali e paesaggistiche, con alcuni incredibili gioielli ancora sconosciuti al grande pubblico.

Per questo motivo, domenica 2 dicembre a partire dalle ore 10, il Comune di Bariano e l’associazione “Pianura da scoprire” promuovono una giornata davvero speciale: strutture storiche e artistiche aperte con visite guidate gratuite, proposte gastronomiche per tutti i gusti, con pranzi e cene convenzionate, gustose tipicità come la torta “Barianina” o come gli assaggi di produzioni casearie con visite in azienda, e ancora vini e aperitivi “Bariano da gustare” nei locali del paese che aderiscono all’iniziativa.



Ad aprire la giornata la visita a uno dei siti di importanza storica, un vero gioiello incastonato nelle campagne della Bassa Bergamasca: l’imponente convento dei Neveri, un ex monastero con chiostro quattrocentesco edificato sopra un’antica villa romana, i cui resti, risalenti addirittura al primo secolo d.C., sono stati riportati alla luce da recenti scavi archeologici.

Un tesoro rimasto nascosto fino ai primi anni del 2000, quando iniziò il recupero e valorizzazione per la realizzazione dell’omonimo ristorante. All’interno si trova una cappella costruita a propria volta su una pieve altomedievale, con affreschi che risalgono al quarto e quinto secolo raffiguranti episodi dell’antico testamento.

Il convento dei Neveri sarà visitabile dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 16.30.
 La giornata prevede anche nel pomeriggio dalle 14 alle 16.30 l’apertura delle due chiese del centro: la parrocchiale dei SS. Gervasio e Protasio, eretta nel 1750, con interessanti pale d’altare di Picenardi e di Gualdi, e altre due pale ad opera di Capella e di Orelli; vicino al cimitero sarà visitabile la chiesetta dell’Annunciata, del 1610, voluta dal cavaliere Antonio Rivola.

Bariano, borgo di antica origine romana, fu sempre oggetto di contesa tra il vescovato di Cremona e quello di Bergamo e in seguito tra il ducato di Milano e la repubblica di Venezia, trovandosi proprio sul confine delimitato dal fosso bergamasco, motivo per cui l’area della pianura bergamasca è costellata da castelli e fortificazioni. 


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