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Bergamo

Lavoro e difficoltà economiche: 8 bergamaschi su 10 “stressati”

Di Redazione27 Novembre 2018 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Pesano sulla qualità della vita. Lo sostiene una ricerca dell'osservatorio di Reale Mutua

Lavoro e difficoltà economiche: 8 bergamaschi su 10 “stressati”
Bergamo

BERGAMO — L’84 per cento dei bergamaschi è “stressato”. Lo sostiene una ricerca dell’osservatorio di Reale Mutua sul Welfare.

Lo studio è stato effettuato dall’istituto di ricerca Nextplora su un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età, sesso ed area geografica.

Ebbene, dalla ricerca è emerso che 8 bergamaschi su 10 del campione si dichiarano troppa stressati, sottoposti a un carico di pressioni, incombenze e preoccupazioni che riduce la qualità della vita e arriva molte volte a incidere negativamente sulla salute, il lavoro e le relazioni sociali.

Le principali fonti di stress per gli abitanti di Bergamo sono le difficoltà economiche (70%) e il lavoro (61%). Seguono, in terza posizione, i problemi di salute (57%), la gestione e l’educazione dei figli (41%) e la relazione con il partner (34%).

Tra i disturbi correlati allo stress che più condizionano la vita dei bergamaschi, gli sbalzi d’umore (55%) e in egual modo l’eccessiva stanchezza, spesso generata da insonnia (55%), la tachicardia o l’emicrania (29%) e la tensione muscolare (29%).

Per gestire lo stress il 50% dei bergamaschi fa attività fisica regolare, ideale per scaricare la tensione e ritrovare il proprio equilibrio. Tra le discipline considerate più efficaci, il 69% si affiderebbe ad attività rilassanti come yoga, pilates e meditazione, mentre il 54% sceglierebbe la corsa e il 44% il nuoto.

Ma oltre allo sport, secondo gli abitanti di Bergamo è possibile combattere gli effetti negativi dello stress anche attraverso l’alimentazione, ad esempio bevendo infusi e tisane rilassanti (59%), frequentando centri termali (50%), ma anche facendo sedute di fisioterapia e massaggi (41%).

Capitolo lavoro. Se l’attività lavorativa è fonte di stress secondo quasi due bergamaschi su tre, la prima causa scatenante è l’insoddisfazione economica (50%), dovuta a una remunerazione insufficiente e comunque non in linea con le proprie aspettative, seguita dalla mancata realizzazione professionale (50%), che aumenta il senso di inadeguatezza e di insuccesso, e dai carichi e ritmi di lavoro spesso pressanti (43%). Tra le altre fonti di stress, il clima competitivo all’interno dell’azienda (43%), che porta a vivere in modo non sereno l’ambiente di lavoro, la carenza di tempo per sé (30%) e in egual modo il pendolarismo (30%).

L’azienda stessa, tuttavia, può fare la sua parte e mettere in campo misure di welfare per affrontare e gestire lo stress lavoro correlato. In cima ai desiderata dei bergamaschi, la flessibilità oraria e lo smartworking (54%), che permettono una migliore conciliazione dei tempi e degli impegni lavorativi con quelli della vita privata. Il 41% vorrebbe che venisse messa a disposizione dei dipendenti un’apposita sala relax e una quota analoga vorrebbe usufruire di un abbonamento a un centro fitness.

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