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Economia

Bergamo, frena l’occupazione: segnali di rallentamento

Di Redazione27 novembre 2018 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Studio della Camera di commercio. Saldo ancora positivo ma ridotto a quasi un quarto rispetto allo scorso anno

Bergamo, frena l’occupazione: segnali di rallentamento
Lavoro

BERGAMO — Brutte notizie in arrivo sul fronte occupazionale, in Bergamasca. Secondo l’ultimo rapporto diffuso dalla Camera di commercio di Bergamo, il mercato del lavoro in provincia per il terzo trimestre 2018 segnalerebbe un rallentamento.

Stando allo studio, il mercato del lavoro in provincia di Bergamo è in espansione sostenuta dal 2015 con indicatori coerenti fino al 2017 riguardanti gli occupati residenti (il sottoinsieme dei dipendenti con luogo di lavoro in provincia di Bergamo) e il saldo, molto ampio e in crescita nel 2017, dei flussi tra assunzioni e cessazioni risultanti dalle comunicazioni obbligatorie.

A metà 2018, il dato campionario trimestrale delle forze lavoro in provincia di Bergamo, di limitata affidabilità statistica, segnala un possibile rallentamento della dinamica occupazionale dopo il forte recupero nel corso del 2017, e un lieve aumento delle persone in cerca di occupazione.

I flussi nei primi nove mesi del 2018 indicano un valore cumulato del saldo ancora positivo ma ridotto a quasi un quarto di quello registrato a fine settembre dello scorso anno. Le modifiche alle normative sui contratti di lavoro e le correzioni nella struttura dei costi e degli incentivi dei diversi rapporti di lavoro, per quanto attenuate da una fase transitoria terminata solo a inizio novembre, hanno condizionato i comportamenti dei datori di lavoro e attenuato, secondo i propositi dichiarati dal governo, il ricorso ai contratti a tempo determinato.

Gli avviamenti e le trasformazioni a tempo indeterminato, che beneficiano ancora di qualche limitato incentivo, compensano solo in parte la riduzione dei contratti temporanei. Nel sistema informativo non transitano le tipologie del lavoro occasionale (i voucher, drasticamente rivisti) né, per definizione, le forme di lavoro autonomo, professionale o a partita iva verso le quali potrebbe orientarsi una parte dell’offerta di lavoro.

La frenata occupazionale è marcata nel commercio e servizi e nelle relative professioni qualificate. Il saldo è ancora positivo nell’industria, ma inferiore ai livelli dell’anno scorso. Segnali di miglioramento provengono da diverse professioni nella filiera dell’edilizia e delle costruzioni.

Il sistema informativo, data l’incidenza delle assunzioni temporanee, enfatizza inevitabilmente il peso delle basse qualifiche nei numeri dei nuovi ingressi. La quota dei laureati sui nuovi avviati in provincia resta contenuta e quasi la metà delle assunzioni riguarda profili di medio livello.

Sembra farsi sentire più che in passato anche la capacità di attrazione dell’area metropolitana milanese nella quale risultano avviati, a tre quarti del 2018, oltre 25mila nuovi rapporti di lavoro di bergamaschi.

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