iscrizionenewslettergif
Politica

Bergamo, questione aeroporto: scoppia la guerra fra i sindaci

Di Redazione15 Novembre 2018 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Missiva al vetriolo di Gori e i sindaci di Dalmine, Treviolo e Levate contro i colleghi che avevano scritto alla Presidenza del consiglio

Bergamo, questione aeroporto: scoppia la guerra fra i sindaci
Il sindaco di Bergamo Giorgio Gori

BERGAMO — E’ rottura fra i sindaci del circondario dell’aeroporto di Bergamo. Quattro primi cittadini si dissociano e accusano gli altri, parlando di “rottura istituzionale”.

Ma andiamo per gradi. Nei giorni scorsi i sindaci di Orio al Serio, Azzano San Paolo, Bagnatica, Bolgare, Brusaporto, Cavernago, Grassobbio, Grumello del Monte, Lallio, Seriate e Stezzano hanno inviato una lettera alla Presidenza del consiglio dei ministri, al ministero dell’Ambiente, al ministero delle Infrastrutture, a Enac e per conoscenza anche alla procura di Bergamo, alla prefettura, a Regione Lombardia, ad Arpa e Sacbo.

Nelle missiva, i primi cittadini hanno chiesto ufficialamente che “vengano adottate misure di restrizione operativa dell’aeroporto di Orio al Serio volte al contenimento del rumore aeroportuale”. “Si chiede venga posto limite all’incremento dell’impatto acustico prodotto dall’Aeroporto sul territorio, con l’adozione di provvedimenti di ‘restrizione operativa’ – hanno scritto i sindaci – , quali l’imposizione di un limite al numero dei voli, con un particolare riferimento ai voli notturni (fascia orari 23-6) che costituiscono il maggior impatto e danno per la salute dei cittadini e di cui chiediamo l’eliminazione; richieste legittimate e supportate anche alla luce del fatto che il volume di traffico previsto dal Decreto VIA 2003 (68.000 voli annui) a oggi risulta ampiamente superato (86.113 voli nell’anno 2017 e proiezioni oltre i 90.000 voli per l’anno 2018 – dato Assaeroporti)”.

La lettera però ha provocato il fermo dissenso da parte dei sindaci di Bergamo, Dalmine, Treviolo e Levate che hanno preso carta e penna e vergato una nota al vetriolo. “L’iniziativa di alcuni sindaci, che senza consultare i colleghi di Bergamo, Dalmine, Treviolo e Levate, hanno scritto alla Presidenza del consiglio chiedendo di intervenire con restrizioni operative sullo scalo di Orio al Serio, rappresenta un grave gesto di rottura della collaborazione (stabilita e sancita da un protocollo d’intesa sottoscritto all’inizio del 2013) tra le istituzioni del territorio interessate dall’attività dell’aeroporto e testimonia una chiara deriva politico-elettorale del dibattito su questo tema”, scrivono Giorgio Gori, Lorella Alessio, Federica Bruletti e Pasquale Gandolfi.

“Nel merito, la richiesta di restrizioni operative è già stata bocciata dalla Presidenza del consiglio, sulla base del Regolamento della Commissione europea sul clima acustico dell’intorno aeroportuale, e l’esito della sperimentazione sulle rotte non sembra costituire un fatto sufficiente a giustificare un diverso riscontro”.

“Al contrario di quanto riportato nella lettera dei sindaci, il rinnovo della flotta con aeromobili a basso impatto acustico costituisce invece una misura concreta, attuabile nel giro di 2-3 anni, e sarebbe opportuno che tutti i sindaci si trovassero compatti nel sollecitare a Sacbo un atteggiamento proattivo per accelerarne l’attuazione”, concludono i quattro.

Bergamo, sicurezza: 170mila euro per il telecontrollo

Sergio Gandi (copyright Bergamosera.com)BERGAMO -- “Avanti con il telecontrollo: ora che il ministero ci ha riconosciuto una quota ...

Ribolla (Lega): sulle telecamere Gori non ha più alibi

Alberto RibollaBERGAMO -- “Il Ministero dell’Interno ha stanziato 168.499 euro per il Comune di Bergamo per ...