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Politica

Bergamo, chiesetta agli islamici: la Regione tenta lo stop

Di Redazione7 Novembre 2018 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Fontana: eserciteremo diritto di prelazione. Critiche le opposizioni

Bergamo, chiesetta agli islamici: la Regione tenta lo stop
La chiesetta degli ex ospedali riuniti

BERGAMO — Nuovo capitolo nella spinosa vicenda della chiesetta sconsacrata degli ex ospedali riuniti di Bergamo, acquistata all’asta dall’Associazione musulmani.

Ieri la vicenda è approdata in consiglio regionale. Sulla chiesa la Regione Lombardia ha deciso di esercitare la prelazione, dopo che i musulmani hanno annunciato l’intenzione di farla diventare una moschea.

L’assessore lombardo al Welfare, Giulio Gallera, ha risposto a due interrogazioni presentate dal M5s e dai Lombardi civici europeisti. Gallera ha assicurato: “Ci stiamo muovendo con il rispetto alle normative” e “agiremo quando saremo chiamati a farlo secondo la tempistica”.

“In merito alla procedura di vendita che ha visto l’apertura delle 3 buste d’offerta, il Responsabile del procedimento dovrà
esaminare la regolarità della documentazione presentata nella busta di offerta più alta e la veridicità delle dichiarazioni
rese, attività tuttora in corso. Solo al termine di tale istruttoria potrà essere deliberata l’aggiudicazione provvisoria dell’atto di alienazione con condizione sospensiva prevista dal D. Lgs. 42/2004, che dispone la facoltà della Regione o di altro ente pubblico territoriale di esercitare il diritto di prelazione, che prevede l’acquisto al medesimo prezzo stabilito nell’atto” ha detto Gallera.

“La procedura per l’esercizio del diritto di prelazione – ha spiegato – presuppone che sia stato già formato dal notaio l’atto di compravendita, seppur condizionato all’eventuale esercizio del diritto di prelazione appunto da parte degli aventi diritto. Per formare tale atto il notaio deve innanzitutto verificare la provenienza del denaro utilizzato per il saldo della compravendita (cd. Legge Maroni sull’antiriciclaggio)”.

“Una volta sottoscritto l’atto di compravendita condizionato – ha concluso Gallera – il notaio denuncia tale trasferimento al Ministero e alla Regione. Dalla ricezione di tale denuncia decorrono i seguenti termini: entro 20 giorni la Regione deve deliberare la proposta di prelazione con indicazione delle specifiche finalità di valorizzazione culturale del bene. Qualora il Ministero rinunci al diritto di prelazione, Regione acquisirà l’immobile”.

L’intervento dell’assessore non ha soddisfatto le opposizioni. Per il consigliere regionale dei Lombardi civici europeisti, Niccolò Carretta, “la Regione si arrampica sugli specchi ma il pasticcio non si chiuderà facilmente”. Secondo il consigliere “il presidente Fontana ha annunciato di voler esercitare un presunto diritto di prelazione, offrendo una cifra superiore alla base d’asta per riassegnarlo in forma diretta alla comunità ortodossa. Dalla riposta data oggi in aula da Gallera però le promesse di Fontana non paiono affatto certe. Anzi la possibilita’ che la cappella ritorni agli ortodossi appare remota. Senza contare che l’atto, non e’ affatto detto sarebbe approvato dalla Corte dei Conti”.

Critico anche il consigliere bergamasco del Pd, Jacopo Scandella: “Cio’ che é accaduto a Bergamo potrebbe ripetersi in qualsiasi altro luogo perché con questa legge, che rende impossibile l’edificazione o la trasformazione di edifici in luoghi di culto riconosciuti, tutti i luoghi di culto diventano estremamente ambiti e le varie confessioni continueranno a contenderseli. Perché questo non accada occorre cambiare la legge regionale e garantire a tutti la libertà di culto”.

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