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Bergamo

Bossetti in Cassazione: la difesa solleva 23 eccezioni

Di Redazione11 ottobre 2018 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Nel mirino degli avvocati difensori Salvagni e Camporini soprattutto il dna

Bossetti in Cassazione: la difesa solleva 23 eccezioni
Gli avvocati Paolo Camporini e Claudio Salvagni (s) con la moglie di Massimo Bossetti, Marita Comi.

BERGAMO — Sono 23 le eccezioni che la difesa di Massimo Bossetti, in carcere per l’omicidio di Yara Gambirasio, solleverà venerdì mattina davanti alla Corte di Cassazione.

Nel mirino degli avvocati difensori Claudio Salvagni e Paolo Camporini c’é prima di tutto il dna, la cosiddetta prova regina che ha portato – insieme ad altri indizi – alla carcerazione dell’artigiano di Mapello.

E’ il 26 novembre 2010 quando di Yara Gambirasio, 13 anni, scompare da Brembate di Sopra, comune in provincia di Bergamo. La giovane ginnasta va in palestra per consegnare uno stereo, poi scompare lungo la strada verso casa. Tre mesi dopo, il 26 febbraio 2011, il corpo viene trovato in un campo incolto a Chignolo d’Isola. L’autopsia svela i colpi alla testa, incisioni con un coltello alla schiena, al collo e ai polsi. Nessuna mortale, il decesso arriva quando alle ferite si aggiunge il freddo.

Su leggings e slip della vittima c’è una traccia di Yara e ‘Ignoto 1’, ma per arrivare a dare un nome al presunto assassino ci vorranno quasi quattro anni di indagini. Un’inchiesta unica al mondo: oltre 118mila utenze telefoniche controllate, più di 25mila profili genetici nelle mani di polizia scientifica e Ris. Il 16 giugno 2014 arriva la svolta: Massimo Bossetti, muratore di 44 anni e padre di tre figli, viene fermato con l’accusa di omicidio con l’aggravante delle sevizie e della crudeltà, oltre che dall’aver approfittato della minore difesa, data l’età della vittima.

Contro di lui, a dire dell’accusa, diversi elementi: il Dna, le celle telefoniche, il furgone ripreso dalle telecamere, le fibre tessili e le sfere metalliche, trovate su Yara. Prove che portano i giudici di primo grado e quelli di appello a emettere la sentenza di ergastolo.

Domani la Cassazione dovrà confermare la condanna oppure annullarla, dando il via a un nuovo processo.

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