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Igiene orale

L’erosione dei denti e le tendenze alimentari

Di Redazione17 settembre 2018 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
L’erosione dei denti e le tendenze alimentari
Denti

Il dente è composto da smalto e dentina. Lo smalto è formato per il 96% da idrossiapatite, per il 3% da materiale organico e per l’1% da acqua. È in grado di scambiare ioni con l’ambiente che lo circonda, in particolare con la saliva e il fluoro. Quando è sottile e molto demineralizzato assume un colore più giallognolo essendo influenzato dalla dentina sottostante.

È dimostrata la sua solubilità agli acidi che ne provocano la demineralizzazione così come la carie viene promossa dagli acidi del metabolismo dei batteri. Gli ambienti pertanto acidi possono essere originati da vari disturbi legati alla funzionalità gastrica (reflussi), da un’alterata componente salivare a disturbi del comportamento alimentare (bulimia e anoressia) e abitudini viziate (fumo, alcol). Si è evidenziato un aumento del processo di erosione in questi ultimi anni anche a seguito della modificazione della tendenza alimentare.

Il rapporto Eurispes 2017 riporta che 1.800.000 persone in Italia hanno convertito la loro dieta ad uno stile vegetariano o vegano. Concentrati principalmente in aree metropolitane (13%), il sesso predominante è quello femminile (58%) e la fascia di età più interessata è compresa tra i 45 e i 54 anni (28%). Vegetariani e vegani hanno in comune l’esclusione di carne, pesce, molluschi e crostacei dalla loro dieta. Ciò che li differenzia è che i vegetariani continuano a consumare tutti i prodotti derivati da animali nel caso dei latto-ovo-vegetariani, o escludono solo parte di essi (latte o uova a seconda che siano ovo-vegetariani o latto-vegetariani), mentre i vegani escludono qualsiasi tipo di alimento di derivazione animale.

Gli alimenti più consumati da vegani e vegetariani sono quindi frutta e verdura. Alcalinizzanti per il nostro corpo che ne trae beneficio ma non si può dire lo stesso dell’effetto sul cavo orale. Quasi tutti i tipi di frutta (il più acido limone pH 2.2) e verdure (carote, cetrioli, melanzane, olive verdi, peperoni, zucche e pomodori) hanno un pH inferiore al pH critico di 5.5, al di sotto del quale lo smalto rischia di essere danneggiato. Gli effetti sulla dentina (parte organica sottostante allo smalto) avvengono già con pH a 6.5.

È possibile riequilibrare l’acidità del cavo orale con prodotti caseari o le uova; nel caso di soggetti vegani lenticchie, funghi, piselli, pere o banane. La prevenzione diventa fondamentale attraverso la riduzione di alcune abitudini come indicato dalla revisione della letteratura.

Piccoli accorgimenti che possono permetterci di preservare al meglio i tessuti duri del nostro cavo orale:
Alternare durante i pasti piccole quantità di prodotti caseari (formaggi non grassi, latte, yogurt e gelato).
Consumare caffè e tè senza l’aggiunta di zuccheri.
Dopo aver consumato cibi o bevande acide risciacquare con acqua.
Alternare il consumo di frutti basici (banane, pere, fichi, meloni, datteri, papaya e lichi).
Verdure ad alto contenuto di fibre masticando stimolano la salivazione che neutralizza gli acidi.
Nocciole grezze forniscono calcio e fosfati che rinforzano le superfici dentali.
Utilizzare cannucce.
Evitare cibi e drink acidi prima di andare a dormire per riduzione salivare.
Sciacquare con acqua o sostanze antiacido la bocca dopo episodi di vomito.
Masticare cicche senza zucchero per produrre più saliva, attivando processi di remineralizzazione.
Usare uno spazzolino morbido e utilizzare un dentifricio ricco di fluoro.
Fare regolari Controlli e sedute personalizzate di igiene orale professionale (igienista dentale).

Laura Antonia Marino
Dottoressa in Igiene dentale e
Scienze delle professioni sanitarie tecnico-assistenziali

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