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Igiene orale

Gli impianti dentali e il loro mantenimento

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Gli impianti dentali e il loro mantenimento
Un bel sorriso

Il primo tentativo di sostituzione di un dente con un manufatto in oro fu nel 1809 (Maggiolo) per riprendere nel primo Novecento avviando una sfida nel mondo scientifico internazionale.

Dalle lame, viti e aghi fibrointegrati (crescita di tessuto fibrotico) si passa negli anni 80 ad impianti cilindrici in titanio (Brånemark ha introdotto questa tecnica scoprendo la biocompatibilà del titanio) che a mezzo di osteointegrazione unisce intimamente l’osso sulla superficie dell’impianto. Una metodica che provoca la svolta concettuale a tutta la ricerca in materia fino ai giorni d’oggi.

Possiamo essere grati all’intuizione, caparbietà e determinazione di molti studiosi in grado di perfezionare biocompatibilmente e tecnologicamente i dispositivi implantari. Il successo terapeutico-riabilitativo che si compie con osteintegrazione dell’impianto a supporto della progettata corona protesica. La terapia Implantare per sostituire denti mancanti consente di restituire tutte le funzioni occlusali ed estetiche del sorriso.

L’implantologia si consolida come metodica comune in odontoiatria. I candidati alla terapia implantare sono persone che per varie ragioni (mancata formazione del dente, extrazioni post traumatiche, malattie dentali, parodontali o terapie farmacologiche in generale) non hanno elementi dentali e per affrontare la terapia devono possedere determinati requisiti anamnestici, diagnostici e clinici. La preparazione iniziale prevede più sedute di igiene orale professionali programmate al fine di rimuovere fattori di rischio prima della fase chirurgica che possono inficiare il risultato post-chirurgico e di mantenimento implantare nel tempo.

Tuttavia, le probabilità che l’impianto o gli impianti possano andare incontro a eventi infiammatori dei tessuti (mucositi) o infezioni (perimplantiti) persistono ancora a causa della microflora batterica che innesca, come una miccia, meccanismi di difesa del nostro corpo attraverso il la risposta immunitaria e il conseguente processo infiammatorio.

Alcuni tipi di batteri che colonizzano la bocca non tollerano la presenza di ossigeno (anaerobi-gram negativi) e quindi si localizzano nelle lassità dei tessuti, in margini gengivali beanti e in tessuti aumentati di volume dove trovano le condizioni ambientali favorevoli per replicarsi.

Il piano di trattamento implantare, per la suddetta ragione deve promuovere e contenere un programma di sedute periodiche di Igiene Orale professionale e il regolare controllo della presenza dei parametri clinici di salute dei tessuti perimplantari (tessuti attorno agli impianti) oltre che di equilibrio occlusale. La presenza di placca batterica e placca mineralizzata non è pertanto compatibile con la sopravvivenza implantare nel tempo.

I richiami di igiene di mantenimento come indicato dalla letteratura e dal consenso internazionale sono attuati e applicati dall’igienista dentale o dall’odontoiatra. La rimozione dei fattori di rischio sarà utile per rinforzare e perfezionare la tecnica di igiene personalizzata che terminerà con indicazione e suggerimenti dettagliati di metodiche e presidi di igiene necessari allo scopo.

Laura Antonia Marino
Dottoressa in Igiene dentale e
Scienze delle professioni sanitarie tecnico-assistenziali

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