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Politica

Pd, il congresso s’ha da fare

Di Redazione16 Luglio 2018 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Pd, il congresso s’ha da fare
Maurizio Martina

ROMA — Questo congresso del Pd “s’ha da fare”. Diversamente, del Pd “non resterà più niente”. Lo ha detto Nicola Zingaretti, annunciando la sua candidatura a segretario alle prossime assise del Partito democratico.

Zingaretti vuole evitare che con la nuova segreteria varata nei giorni scorsi da Maurizio Martina si possa spostare in avanti la celebrazione di un congresso.

Nonostante gli appelli all’unità, nel Pd la tensione non accenna a stemperarsi. L’obiettivo è chiaramente puntato sulle elezioni europee della primavera 2019, che saranno un test importantissimo non solo per il Partito democratico ma per l’intera sinistra europea.

Intanto, sulla segreteria non c’è pace. Per Carlo Calenda non è una segreteria ma “un harakiri“. Michele Emiliano la pensa più o meno così visto che annuncia l’indisponibilità della sua corrente a far parte del nuovo gruppo dirigente dem. Ma pure al renziano Andrea Marcucci non va bene: “Questo è un passo indietro”.

Mentre il governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini, convinto come Zingaretti che il congresso vada fatto al più presto, potrebbe puntare alla candidatura alla segreteria nazionale del partito da parte dell’area renziana.

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