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Assegno di divorzio: ecco cosa cambia

Di Redazione12 luglio 2018 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Il pronunciamento della Cassazione stabilisce nuovi paletti

Assegno di divorzio: ecco cosa cambia
Divorzio

ROMA — “Nello stabilire l’assegno di divorzio si deve adottare un criterio composito che tenga conto delle rispettive condizioni economico-patrimoniali e dia particolare rilievo al contributo fornito dall’ex coniuge al”patrimonio comune e personale, in relazione alla durata del matrimonio, alle potenzialità reddituali future ed all’età”. Lo hanno stabilito le Sezioni Unite della Cassazione sciogliendo un conflitto di giurisprudenza dopo che la sentenza Grilli aveva escluso il parametro del “tenore di vita”. La decisione era attesa dal 10 aprile.

I giudici nella sentenza 18287 precisano che all’assegno di divorzio deve attribuirsi una funzione insieme “assistenziale, compensativa e perequativa”.

Il “criterio integrato” individuato si fonda “sui principi costituzionali di pari dignità e di solidarietà che permeano l’unione matrimoniale anche dopo lo scioglimento del vincolo”. La sentenza sottolinea che “il contributo fornito alla conduzione della vita familiare costituisce il frutto di decisioni comuni di entrambi i coniugi, libere e responsabili, che possono incidere anche profondamente sul profilo economico patrimoniale di ciascuno di essi dopo la fine dell’unione matrimoniale”.

“Lo scioglimento del vincolo – scrivono i giudici – incide sullo status ma non cancella tutti gli effetti e le conseguenze delle scelte e delle modalità di realizzazione della vita familiare”. Pertanto, “l’adeguatezza dei mezzi deve essere valutata non solo in relazione alla loro mancanza o insufficienza oggettiva ma anche in relazione a quel che si è contribuito a realizzare”.

In sintesi le novità riguardano 6 punti:
1) L’assegno di divorzio dovrà avere funzione assistenziale (per assenza incolpevole di mezzi di sostentamento), compensativa e perequativa (per il sacrificio di forze che hanno consentito all’altro coniuge di accumulare un patrimonio personale e di impiegare il proprio tempo nel lavoro, sovente disinteressandosi dell’assistenza familiare).

2) Si dovrà procedere a un rigoroso accertamento probatorio dei fatti posti a base della disparità economico-patrimoniale conseguente allo scioglimento del vincolo matrimoniale.

3) Ci sarà l’obbligo della produzione dei documenti fiscali dei redditi delle parti e il potenziamento dei poteri istruttori attribuiti al Giudice.

4) Bisognerà accertare il contributo fornito dal coniuge economicamente più debole alla conduzione della vita familiare e, conseguentemente, alla formazione del patrimonio familiare e personale dell’altro coniuge, anche in relazione alle potenzialità future. Di tale contributo la parte richiedente l’assegno dovrà fornire la prova con ogni mezzo, anche mediante presunzioni. La parte che chiede la riduzione o la eliminazione dell’assegno posto originariamente a suo carico dovrà invece fornire la prova contraria.

5) L’assegno divorzile sarà dovuto all’esito di un bilancio dell’impegno dato da ciascuno dei coniugi al ménage familiare, all’età dei coniugi e alle loro capacità reddituali future.

6) L’assegno potrà essere sempre revisionato o escluso senza limiti di tempo in caso di modifica oggettiva delle condizioni che lo hanno determinato”.

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