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Cultura

Essere monaci: incontro ad Astino

Di Redazione10 luglio 2018 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Essere monaci: incontro ad Astino
Incontro sui monaci ad Astino

Nell’ambito di Astino Incontri, ciclo di approfondimenti e divagazioni culturali con protagonisti della cultura, esperti e studiosi, venerdì 13 luglio si terrà l’attesa conferenza di Luciano Manicardi, successore di Enzo Bianchi alla guida del Monastero di Bose, la nota comunità monastica formata da uomini e donne, che hanno come unica ‘missione’ quella di vivere secondo gli insegnamenti del Vangelo e che promuovono un intenso dialogo ecumenico tra le differenti Chiese cristiane.

Ad Astino ormai i monaci mancano da più di 200 anni ma la loro presenza risuona ancora nelle maestose strutture e nel territorio circostante, da essi creati e modellati dal 1107, anno della fondazione, fino al 1797, quando il monastero fu soppresso. Padre Manicardi, offrendo la sua testimonianza e la sua esperienza in seno a una delle comunità religiose più feconde del nostro tempo, aiuterà a capire se questo magnifico sito bergamasco è solo ‘memoria’ di una cultura millenaria, ormai trascorsa, o se è anche simbolo di un modello di vita e di un messaggio che ancora vive nella contemporaneità.

La Fondazione Mia di Bergamo presenta il prossimo appuntamento del ciclo Astino Incontri, dedicato al senso della vita monastica oggi, un’ideale di vita che affonda le sue origini negli albori della cristianità ma che in alcune manifestazioni contemporanee, come quella espressa dalla comunità monastica di Bose nel Biellese, è ancora capace di suscitare nuove vocazioni e attirare visitatori, ospiti, pellegrini. Il relatore d’eccezione è padre Luciano Manicardi, che del Monastero di Bose è l’attuale priore, successore del fondatore Enzo Bianchi.

Nella nostra società disorientata e affannata alcuni tratti della cultura monastica sono ancora di grande fascino, capaci di rappresentare un approdo di umanità e di ritrovata armonia: la vita in comune e quindi la condivisione nel tentativo di vivere insieme e volersi bene senza scegliersi; la vita interiore, con la ricerca e la pratica della solitudine (la “cella” monastica), del silenzio, del pensare; l’ospitalità, elemento cardine della vita monastica che ha molto da dire al mondo d’oggi; infine (o prima di tutto) il tempo, l’organizzazione del tempo, l'”ordine” del tempo e dei tempi, il rapporto con il quotidiano, per niente semplice nel nostro oggi frettoloso, frammentato, produttivo. Questi sono i quattro temi principali che analizzerà Manicardi nel restituire una griglia sufficientemente ampia della vita monastica e nel coglierne i più intimi legami con la travagliata condizione attuale.

All’incontro seguirà l’esibizione del pianista bergamasco Lorenzo Mazzola, che eseguirà la sonata in la minore K310 di Mozart, magnifica dimostrazione della capacità di Mozart di raccontare storie attraverso la musica: in questo caso il racconto musicale percorre il drammatico altalenarsi di sentimenti del geniale compositore dopo la morte dell’amata madre.

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