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Cultura

Fondazione Mia: mostra di Fontana ad Astino

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Fondazione Mia: mostra di Fontana ad Astino
Mostra di Franco Fontana ad Astino

Oltre cinquanta scatti in una mostra esclusiva, promossa da Fondazione Mia, curata da Corrado Benigni e Mauro Zanchi, per raccontare uno dei più importanti maestri della fotografia italiana riconosciuto a livello internazionale: Franco Fontana.

La rassegna, dal titolo “Franco Fontana. Dietro l’invisibile” verrà inaugurata oggi venerdì 11 maggio 2018 alle ore 19.00 al complesso monumentale di Astino.

La mostra conclude una trilogia dedicata al paesaggio, dopo le esposizioni e i cataloghi dedicati a Luigi Ghirri (2016) e Mario Giacomelli (2017). Si sviluppa in quattro sezioni, dove sono visibili le serie degli orizzonti marini, dei paesaggi campestri, di quelli urbani, e delle ombre, intese come presenze assenze.

Di cosa parliamo quando parliamo di paesaggio? In questa domanda s’inscrive oggi la questione che riguarda il nostro modo di osservare la realtà e insieme il linguaggio della fotografia come arte del vedere e del far vedere. Proprio intorno alla riflessione sul paesaggio si concentra l’immaginario poetico di Franco Fontana, la sua opera, da sempre tesa a mostrare l’enigma dell’invisibile che si cela nel visibile. La fotografia diviene dunque strumento attraverso il quale cogliere l’inesistente di ciò che è reale, come a dire che non fotografiamo quello che vediamo, ma lo vediamo solo fotografando. I suoi scatti insistono sul particolare, sul dettaglio, ingrandendolo.

Sempre in bilico tra rappresentazione del vero e cosiddetto vero, l’opera di Fontana è anche una riflessione sul vedere inteso come attività immaginativa e conoscitiva, insieme. Le sue intenzioni non si limitano dunque alla documentazione dell’aspetto dei luoghi o delle figure che fotografa, né a un’idea di immagine intesa solo come oggetto estetico. Al contrario egli propone una riflessione che, pur tenendo conto della realtà, considera anche una rivalutazione della percezione attraverso la fotografia.

Negli scatti di Skyline (il suo primo libro fotografico) le contrapposizioni di campi cromatici provocano percezioni e sensazioni diverse, mentre l’artista rintraccia un minimo comune denominatore nel paesaggio. Non interessa il contenuto narrativo dell’immagine ma i volumi, i segni nello spazio, il puro rapporto di forma e colore. Fontana indica ai fruitori la possibilità di reinterpretare il mondo in modo personale. E ulteriormente a leggerlo anche secondo valori simbolici. Semmai il racconto parte dalla personale esperienza emotiva di fronte al paesaggio colto in quel determinato modo, oltre la sua evidenza naturalistica.

Negli orizzonti marini, Fontana ha colto un incontro privilegiato con il sublime, con il segreto della luce e dei misteri celesti che avvolgono il mondo, mostrando le presenze dell’impercettibile, la sottile linea di luce dell’orizzonte, al confine tra due mondi contigui, nell’incontro di colori declinati in innumerevoli sfumature, al confine tra il fronte e il retro dell’invisibile.

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