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Val Cavallina

Uniacque, il futuro della Valcavallina passa dall’acqua

Di Redazione17 aprile 2018 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Il prezioso elemento è diventato strategico per lo sviluppo della valle, della Bergamasca e dell'intero bacino padano

Uniacque, il futuro della Valcavallina passa dall’acqua
Il tavolo dei relatori

BERGAMO — Il futuro della Valcavallina non può prescindere dalle risorse idriche. Anzi, l’acqua sarà sempre più determinante per lo sviluppo e la qualità della vita. E’ quanto emerso dal convegno organizzato da Uniacque e dal circolo culturale Valcavallina, per la presentazione del nuovo libro di Mario Suardi.

Sala consiliare gremita sabato mattina a Casazza per la prima del volume “La gestione della risorsa acqua in Valcavallina”. L’affascinante storia della Valle, descritta attraverso i suoi corsi d’acqua, ha tenuto incollati i presenti al racconto dei relatori.

Nella sua introduzione, il presidente di Uniacque Paolo Franco ha spiegato come “la nascita delle città sia stata possibile attraverso un grado elevato di gestione della fornitura idrica e dello smaltimento dei rifiuti. Nel Novecento, la costruzione di grandi acquedotti e di un collettore fognario per tutta la valle intrapreso con lungimiranza dalla Comunità montana, rappresenta un salto nella gestione e nell’allocazione delle risorse idriche”.

Qui di seguito l’intervista a Paolo Franco (video).

Renato Ferlinghetti del Centro studi sul territorio dell’Università di Bergamo ha spiegato come durante i secoli l’acqua sia stata sempre considerata fonte di vita poi, con l’avvento delle captazioni industriali e dell’inquinamento, sia stata percepita come un elemento “scuro”, talvolta da nascondere alla vista il più possibile.

“Oggi – ha continuato Ferlinghetti – il nuovo orientamento è quello di vedere la rete dell’acque come un elemento fortemente interconnesso con la rete del verde, dunque della qualità della vita. In questo la Bergamasca, ma l’intero bacino padano, sono una straordinaria opportunità per il futuro del nostro paese. Nel bacino padano abbiamo fiumi, laghi, montagne e ghiacciai, boschi, città d’arte ed enogastronomia. Non c’è altro luogo d’Europa e forse nemmeno del mondo, in cui siano concentrate simili caratteristiche del viver bene in così pochi chilometri”.

L’autore Mario Suardi del Circolo culturale Valcavallina ha spiegato che il suo libro si concentra sull’importanza non solo tecnica ma anche sociale delle reti idriche e degli acquedotti. Dietro al semplice gesto di apertura di un rubinetto casalingo c’è infatti uno storia fatta di secoli, in cui le comunità locali hanno lavorato per rendere disponibile il prezioso elemento, facendone un tratto di vita fondamentale.

Al convegno erano presenti anche l’ex deputato Giovanni Sanga e l’ex presidente della Provincia Valerio Bettoni.

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