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Cultura

Città Alta, rivivono gli affreschi del Bramante

Di Redazione13 aprile 2018 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Videomapping sul Palazzo del Podestà e riscoperta di altri luoghi affrescati dal pittore rinascimentale. Dal 20 aprile al 27 maggio 2018

Città Alta, rivivono gli affreschi del Bramante
La "Casa veneta" di via Gombito, oggi e con gli affreschi del Bramante

Dal 20 aprile al 27 maggio 2018, l’assessorato alla Cultura del Comune di Bergamo promuove e realizza il progetto “Bramante a Bergamo e la città a colori”, che per la prima volta si propone di restituire l’immagine di Bergamo Alta nel Rinascimento, quando era un vero e proprio teatro dipinto di colori, finte architetture, decorazioni e figure.

Il progetto è realizzato con il contributo di Regione Lombardia, Unioncamere Lombardia ed Explora. “Passeggiando per Città Alta, oggi severa e quasi monocroma – sottolinea l’assessore comunale alla Cultura Nadia Ghisalberti – non si potrebbe sospettare che le sue architetture presentassero, in pieno Rinascimento, facciate dipinte colorate e comunicative, che davano un aspetto completamente diverso da quello a cui siamo abituati. L’amministrazione comunale propone a cittadini e turisti in visita un tassello in più nella conoscenza storica di Bergamo, ricomponendo, frammento per frammento, la visione della città a cavallo fra Quattrocento e Cinquecento, quando lungo i vicoli si srotolavano facciate “parlanti”, con i loro racconti sacri e profani, politici e religiosi”.

Piazza Mascheroni

Piazza Mascheroni

Si comincia con la vera e propria riscoperta della eccezionale facciata affrescata nel 1477 del Palazzo del Podestà in Piazza Vecchia da Donato Bramante che, destinato a diventare uno dei maestri del Rinascimento, per la prima volta compare qui alla ribalta della storia.

L’intera facciata della residenza del Podestà veneto, anonima e asimmetrica, viene rivestita di pitture che la trasfigurano completamente, in una impresa sbalorditiva per modernità, potenza illusionistica e forza cromatica. All’architettura reale si sovrapponeva un’architettura dipinta che incastonava, tra le vere finestre del palazzo, finti spazi aperti su cieli azzurri, abitati da figure gigantesche: i Sette Saggi tramandati dall’antichità greca accompagnati dai loro motti filosofici appuntati su cartigli, libri e tavolette. Solone, Epimenide, Pittaco, Periandro e Chilone – queste le figure che oggi possiamo identificare – scrutavano dall’alto i cittadini orobici, celebrando la saggezza, la ragione ma anche la fermezza, se necessario spietata, del governo della Serenissima.

Bramante, Chilone

Bramante, Chilone

I tredici frammenti della gigantesca decorazione che sono giunti fino a noi furono scoperti sulla facciata nel 1927, strappati e collocati nella vicina Sala delle Capriate del Palazzo della Ragione, dove ancora oggi si osservano.

In occasione di “Bramante a Bergamo e la città a colori”, tutte le sere un video mapping riaccende sulla facciata del Palazzo del Podestà la grandiosa scenografia prospettica ideata da Bramante. Si tratta di una suggestione che tiene conto delle ipotesi di ricostruzione più accreditate ma che deve fare i conti con molte mancanze. E’ stata elaborata con la supervisione scientifica di Emanuela Daffra, direttore e storico dell’arte del ministero dei beni culturali.

Il racconto prosegue poi nella sala delle Capriate del Palazzo della Ragione, una sorta di “museo dell’affresco”dove sono conservati non solo i frammenti originali degli affreschi bramanteschi ma anche un’importante raccolta di affreschi strappati provenienti da architetture modificate o perdute della città e del territorio – chiese, conventi, castelli – che oggi danno conto di un ricchissimo patrimonio di pittura murale dal XIII al XVI secolo.

Piazza Vecchia

Piazza Vecchia

In questo contesto “Bramante e la città a colori” propone un percorso di approfondimento, per riscoprire l’opera di Bramante e allargare lo sguardo alla “città dipinta”, anche con la segnalazione di un itinerario che consente di proseguire la visita direttamente nel nucleo storico cittadino, alla scoperta di numerosi, altri luoghi rappresentativi della “pelle” dipinta della città, da Piazza Mascheroni alla Casa Veneta di via Gombito, da via Colleoni a via Porta Dipinta. Così da ricomporre, frammento per frammento, la visione della città nel Rinascimento.

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