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Bologna, ricordi di Romagna e tre punti all’Atalanta

Di Redazione13 marzo 2018 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Bologna, ricordi di Romagna e tre punti all’Atalanta
Bologna-Atalanta

Domenica siamo stati in trasferta nella mia regione preferita in età adolescenziale: la sempre allegra Emilia Romagna. Chi di voi non ha passato almeno un’estate in Riviera? Certo lo so, l’Atalanta ha giocato nel capoluogo di regione che poco c’azzecca con il mare, ma per me – tutta l’Emilia Romagna – provoca sentimenti sdolcinati. Anche se su tutta Bologna è caduta una pioggia incessante.

Per via del mio spostamento residenziale da Stezzano a Treviolo non ho potuto seguire i nostri 11. Poco male: tv e divano su cui posare le stanche membra.

Appena ho letto la formazione, sono rimasta sorpresa dal fatto che Ilicic non ci fosse; poi la mia vocina interiore ha commentato che era meglio così, perché quando entra dalla panchina è sempre più forte. Ho notato anche l’ingresso in campo del nostro Petagna e questo mi ha fatto ben sperare.

Intorno al 27esimo ho avuto un sussulto. Non dovuto al post pranzo domenicale dalla mamma e papà, ma allo scontro, terribile, fra De Roon e Dzemaili.

Vedere De Roon, con la faccia sporca di sangue mi ha fatto temere. Ma poi una voce fuori campo (marito) ha suggerito che i punti di sutura eventualmente glieli avrebbero messi durante l’intervallo e se l’arbitro lo lasciava giocare non c’erano pericoli esistenziali.

Nel primo tempo siamo cresciuti progressivamente. Ma c’è sempre un ma in tutte le storie: il nostro capitano. Credo vada recuperato mentalmente, perché non riesce a concludere, troppe papere.

Gli altri hanno giocato bene. Il nostro numero 29 ritrovato; per non parlare di De Roon e del nostro Spinazzola. Ho trovato una buona Atalanta anche se manca sempre quello che la tira dentro, ma siamo fiduciosi.

Le previsioni della mia vocina interiore erano concrete: nel secondo tempo – al posto di uno stanco Papu – entra Ilicic. Purtroppo ho notato che con l’uscita del numero 10, la partita è cambiata, fortunatamente per noi.
Infatti a poco meno di 10 minuti dalla fine, su consulto con Ilicic, il buon Martino decide che almeno quella fasciatura in testa meritava come premio almeno di 3 punti, alla faccia dei nostri gufi da classifica.

Per quanto riguarda i suoi punti di sutura, credo che lì siano stati un pochino di più; ma grazie De Roon, grazie per il sacrificio più che mai fisico.

Considerato che abbiamo ancora altre due partite da recuperare, spero che la Dea mi faccia rivivere l’emozioni europee.

Maura Bonalumi

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