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Politica

Forza Italia Bergamo: in 500 in fiera per Franco e Sorte

Di Redazione14 Febbraio 2018 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Ritratto dei due candidati azzurri che ieri sera hanno dato il via alla loro campagna elettorale

Forza Italia Bergamo: in 500 in fiera per Franco e Sorte
Paolo Franco e Alessandro Sorte

BERGAMO — Il punto d’arrivo di 10 anni vissuti fianco a fianco. E una promessa di “sostegno incondizionato” fra due personaggi fra loro molto diversi, ma per qualche imponderabile alchimia caratteriale e politica, alla fine, complementari.

Il primo è Alessandro Sorte. Assessore regionale e candidato alla Camera nel collegio di Romano. Uomo forte, anche se non il solo, di Forza Italia Bergamo, in questi anni. Acuto, calcolatore, ottimo tattico. Abile nella scelta di tempo: mossa giusta al momento giusto. La sua parlata dal palco é asciutta e sempre a braccio. Sentita e capace di suscitare il coinvolgimento dei suoi seguaci.

Il secondo è Paolo Franco, segretario provinciale azzurro e candidato alla Regione. Uomo di mediazione, paziente e cesellatore. Umile quanto generoso nella profusione dell’impegno politico. Amato per la sua semplicità, e Dio non voglia che la perda. Padre di famiglia, e questo già cambia la prospettiva con cui si guarda il mondo.

La loro storia ha radici ed estrazioni diverse. Dalla Bassa Bergamasca, muovendo i prima passi nella Lega, Sorte. Dalla Valseriana e Alleanza Nazionale, Franco. Poi si sono trovati insieme, nel Popolo della libertà e in Forza Italia, dove hanno creato quella corrente laica tutta loro, denominata Orobg.

Espansivo, esuberante e sicuro di sé (fin troppo) Alessandro. Abituato al proscenio per ruolo e indole. Capace di imporre il suo peso politico, capopopolo adorato dai suoi. Più riflessivo, equilibrato, dietro le quinte, ma altrettanto seguito Paolo. Il grande tessitore. Quello che conosce palmo a palmo il territorio bergamasco, le complesse relazioni fra correnti, sindaci e amministratori, militanti, contenti e scontenti.

Una coppia improbabile, anche per fisicità, che però si sposa alla perfezione. Accomunata prima di tutto da un’amicizia. Ferrea, anche nei momenti tesi, e ce ne sono stati. E poi da una passione viscerale per la politica.

Entrambi instancabili, da dieci anni battono la Bergamasca in lungo e in largo. Facendo gazebo e comizi, stringendo mani e dando pacche sulle spalle. La cosiddetta gavetta, talvolta bruciando le tappe. Dieci anni intensi, anche se sono volati. Di duro lavoro, gli va riconosciuto.

In tanti momenti difficili, l’uno è stato il sostegno dell’altro. Poi si sono ricambiati il favore. Ieri sera alla fiera di via Lunga si sono ritrovati davanti mezzo migliaio di persone, sala piena, per quella che sarà la battaglia più importante della loro vita politica.

In una sorta di staffetta, Alessandro lascia – elettori permettendo – il suo posto in Regione a Paolo, direzione camera dei deputati. Una continuità che potrebbe preludere a un assessorato bergamasco a Palazzo Lombardia. Ma per farlo serviranno le preferenze. “Tante”, auspicano i due. Magari prese anche dalla “ex Margherita e dal centro del Pd che in Bergamasca è ormai in mano agli ex diessini: Martina, Misiani, Carnevali e Rossi”, attacca Sorte.

“Anche per quei moderati di tradizione popolare, Paolo Franco può essere un punto di riferimento” continua, mentre sul palco spunta l’ex democristiano Gianfranco Ceruti.

Con oratoria forlaniana, Franco fa un’ampia disamina del significato del suo impegno politico e di quanto vorrebbe realizzare in Regione, “in continuità con il lavoro di Sorte”. Infrastrutture, lavoro, aeroporto, Bergamo-Treviglio.

Si rivolge, “con umiltà e volontà di ascolto” alle associazioni, al volontariato, allo sport, alla pesca e alla caccia, agli alpini e alle forze dell’ordine, ad allevatori e agricoltori. “Tutti insieme, perché serve un grande sistema territoriale, una rete ampia, per contare sul tavolo della Regione”.

 

Wainer Preda

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