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Economia

Sacchettini a pagamento: rabbia e proteste in rete

Di Redazione4 gennaio 2018 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Imperversa la polemica sui social network e c'è chi propone soluzioni estreme

Sacchettini a pagamento: rabbia e proteste in rete
Sacchetti per la spesa

BERGAMO — Ondata di proteste in rete per la nuova tassa “occulta” sulla spesa, attraverso i sacchettini a pagamento degli alimentari.

Neanche il tempo di entrare in vigore, che la legge sui sacchetti biodegradabili a pagamento nei supermercati ha già animato le prime rivolte. Soprattutto sui social, dove decine di consumatori inferociti si sono scagliati contro quello che Codacons ha ribattezzato una “tassa occulta”.

Dal primo gennaio, infatti, per effetto della legge 123/2017, i sacchetti utilizzati nei supermercati per imbustare frutta, verdura, pesce, affettati e altri prodotti alimentari sono diventati a pagamento.

Secondo Assobioplastiche, che attraverso il proprio Osservatorio ha effettuato una prima ricognizione di mercato sui prezzi dei sacchetti nella grande distribuzione, in un anno le famiglie italiane spenderanno tra i 4,17 euro e i 12,51, considerando che il costo di ciascun sacchetto oscilla tra un minimo di 1 centesimo e un massimo di 3 centesimi.

E mentre Assobioplastiche assicura “il suo massimo impegno a monitorare il mercato affinché non si verifichino speculazioni sui prezzi o altre anomalie”, la nuova legge ha già suscitato la rabbia dei clienti, che per evitare di pagare il sacchetto, hanno iniziato a pesare individualmente verdura e frutta.

Il Codacons evidenzia invece che ogni volta che si andrà a fare la spesa occorrerà pagare fino a 10 centesimi di euro per ogni sacchetto e, inoltre, “sarà obbligatorio utilizzare un sacchetto per ogni genere alimentare, non potendo mischiare prodotti che vanno pesati e che hanno prezzi differenti”.

Una situazione che, secondo l’ associazione, ” comporterà un evidente aggravio di spesa a carico dei consumatori, con una stangata su base annua che varia dai 20 ai 50 euro a famiglia a seconda della frequenza degli acquisti nel corso dell’anno”. Per il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, “si tratta di una vera e propria tassa occulta a danno dei cittadini italiani che non ha nulla a che vedere con la giusta battaglia in favore dell’ambiente” che promette iniziative per impugnare nelle sedi competenti un provvedimento definito “ingiusto”.

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