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La Dea in rosa

Atalanta, partita storica ci porta in semifinale

Di Redazione4 Gennaio 2018 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Atalanta, partita storica ci porta in semifinale
Gian Piero Gasperini

L’Atalanta è in semifinale. E’ una data da segnare quella del 2 gennaio 2018. E se fossi nata ai piedi del Vesuvio, me la sarei giocata persino al lotto.

Dopo una cena frugale, ieri sera mi sono adagiata comodamente sul divano per assistere al match. Mio marito darebbe una versione diversa: abbandonato in cucina, perché eravamo leggermente in ritardo sulla tabella di marcia e le incombenze come sparecchiare e pulire le ho concesse comodamente a lui. Mi perdoni.

Nel tardo pomeriggio, il solito amico milanista mi aveva whatsappato, chiedendomi se ero pronta per le mazzate. Dopo i 90 minuti di gioco gli ho risposto. Ma i messaggi non sono pubblicabili.

La partita è iniziata con qualche minuto di ritardo, per via di un problema tecnico. Ma i potenti mezzi del San Paolo, fanno sì che dopo poco, l’arbitro dà il via a quella che (sulla carta) era una partita difficilissima. Proprio così, perché in campo c’erano i campioni d’inverno e, questo si è subito capito.

In campo c’era un certo Hamsik, uno che a quanto mi dicono, ha superato il buon vecchio Maradona nella classifica dei marcatori, quindi la salivazione si era fin da subito asciugata. Già nei primi minuti e, precisamente al 6′, ho visto un calciatore partenopeo correre da solo verso la nostra porta e ho subito avuto un sussulto. Fortunatamente è stata solo paura.

Purtroppo anche al 7′ ho riavuto lo stesso sossulto, come al 9′. Insomma ho iniziato un pochino ad agitarmi, tant’è che mio marito, ha apostrofato qualcosa del tipo “ma metti ansia!”. Chissà cosa avrà voluto dire.

I nostri 11 hanno risposto bene ai padroni di casa, abbiamo messo cuore e grinta e questo ci ha ripagati. Ad un certo punto, la partita ha preso una svolta, o meglio un colore: il giallo. Partiamo al 19′ con Freuler, risponde al 20′ Koulibaly. Qui c’è stato un simpatico siparietto: il buon arbitro, voleva mostrare il cartellino giallo al giocatore, ma lui non voleva avvicinarsi al giudice di gara. Mi ha ricordato quando, da piccola, mia mamma mi chiamava per sgridarmi ed io non volevo avvicinarmi perché avevo in sentore che partisse la ciabatta.

Ma il momento ammonizioni non finisce qui. Riprendiamo al 27′ con un altro cartellino giallo per la squadra avversaria. Non si può dire che i primi 45′ minuti non siano stati combattivi, se non erro abbiamo avuto ben 5 ammoniti in tutto.

Anche ieri sera abbiamo avuto il momento “San Berisha”: al 30′ il Napoli con Zielinsnki ha provato a far capitolare il nostro portiere, ma nulla da fare. Il primo tempo finisce in parità, senza reti. Abbiamo giocato, tenendo testa alla capolista. Loro probabilmente hanno giocato meglio, ma quello che conta alla fine sono i gal segnati.

Il buon Giacomelli di Trieste fischia l’inizio del secondo tempo e al 49′ su azione di Cornelius, il nostro Castagne ci porta in vantaggio: Dea 1, Napoli zero. Ovviamente in quel di Stezzano abbiamo esultato tutti. Un po’ meno il commentatore della Rai, capisco che probabilmente tifasse Napoli, ma un minino di imparzialità, suvvia.

Purtroppo quello che avevo temuto nel primo tempo, si stava concretizzando: il buon Sarri, ha deciso di arruolare Mertens ed Insigne e le mie paure diventano reali. Entrambi cercano in tutti i modi di trovare la rete del pareggio ma la palla non ne vuole sapere di entrare.

Fortunatamente per noi, al 80′ la palla entra eccome, nella porta azzurra e il nostro numero 10, segna il secondo gol. Grazie Papu.

Dopo la rete del vantaggio, l’Atalanta si chiude a riccio ed impedisce agli avversari di tornare in parità. Il Napoli accorcia le distanze con Mertens, ma alla fine, ci crediate o meno, in semifinale ci andiamo noi.

Maura Bonalumi

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