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Treviglio, aperte domande per il reddito di inclusione

Di Redazione6 dicembre 2017 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Treviglio, aperte domande per il reddito di inclusione
Pinuccia Prandina

TREVIGLIO — Sono centinaia le domande delle famiglie per ottenere il reddito di inclusione (Rei) nei 18 comuni dell’ambito di Treviglio.

La raccolta delle domande è cominciata l’1 dicembre. I servizi sociali dell’ambito stimano che possano essere almeno 250 i nuclei familiari in condizione di povertà che avranno accesso alla misura di sostegno ai redditi.

I beneficiari sono individuati sulla base dell’Isee e delle sue componenti reddituali e patrimoniali. La soglia Isee è fissata a seimila euro, mentre la soglia Isre è fissata a tremila euro. Oltre a queste, sono fissate delle soglie patrimoniali: immobili diversi dalla prima casa per non più di 20mila euro, conti e titoli per non più di diecimila euro.

I beneficiari – fino al 30 giugno 2018 – sono individuati tra i seguenti:
– Nuclei con almeno un figlio minorenne;
– Nuclei con un figlio con disabilità (anche se maggiorenne);
– Nuclei con una donna in stato di gravidanza;
– Nuclei con una persona di 55 anni o più in condizione di disoccupazione.

Dal 1° luglio 2018 il Rei diventerà universale: vengono cioè meno i requisiti familiari e gli unici requisiti di accesso saranno quelli economici. Il valore dell’assegno mensile potrà variare a seconda dei redditi effettivi disponibili e della composizione del nucleo familiare. Il beneficio massimo potrà arrivare a 187,5 euro per un nucleo formato da un solo componente e fino a 485,41 euro per un nucleo di 5 e più componenti.

“Ritengo che l’introduzione del Rei sia un primo passo verso una continuità strutturale di risorse rivolte a soddisfare parte della sfera che si trova in povertà assoluta, dopo l’introduzione della misura del Sia che, a causa di requisiti troppo stringenti, ha aiutato poche persone” spiega la presidente di “Risorsa Sociale Gera d’Adda” che gestisce i servizi sociali sovracomunali Pinuccia Zoccoli Prandina.

“Sarà determinante creare i presupposti e gli strumenti per la seconda fase del Rei: costruire cioè un progetto condiviso tra assistente sociale e utente per il raggiungimento di un’autonomia lavorativa e di autostima, per fare in modo che la carta prepagata non sia solo mero assistenzialismo. La misura del Rei avrà risultati positivi se la seconda fase progettuale sarà volta al raggiungimento d’indipendenza personale e di autosufficienza”, conclude Prandina.

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