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Evasione fiscale e estorsione: sequestrati beni a un artigiano

Di Redazione22 Novembre 2017 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Aveva unità immobiliari anche in Bergamasca l'uomo accusato di associazione a delinquere

Evasione fiscale e estorsione: sequestrati beni a un artigiano
La Guardia di finanza in azione

BERGAMO — Sequestro di case anche in provincia di Bergamo per un artigiano del Cremasco, per le indagini ritenuto responsabile di evasione fiscale ed estorsione.

Il provvedimento emesso dal Tribunale di Cremona è stata eseguito dalla Guardia di finanza di Crema.

La confisca patrimoniale, ai sensi del Codice Antimafia, riguarda 25 unità immobiliari, ubicate nelle province di Brescia, Cremona, Bergamo e Monza Brianza, 16 autoveicoli/motoveicoli, quote societarie di due società nonché delle disponibilità finanziarie e somme di denaro individuate nei rapporti bancari intestati al predetto, ai membri del suo nucleo familiare ed a 5 società allo stesso riconducibili.

Il patrimonio confiscato fa parte dei beni già oggetto di sequestro preventivo eseguito a febbraio 2017 nell’ambito dell’operazione che aveva portato le Fiamme gialle di Crema a eseguire un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti dell’uomo, della figlia e della segretaria.

L’artigiano è ritenuto l’organizzatore di un’associazione a delinquere finalizzata all’estorsione, all’evasione fiscale e all’attribuzione fittizia della titolarità di beni con la quale aveva estorto fin dal 2004 indebiti pagamenti ai propri clienti, nonostante i compensi dovuti fossero già stati saldati “in nero”.

Gli altri beni, pur non confiscati, rimangono sottoposti a sequestro nell’abito delle indagini in corso da parte della Procura della Repubblica di Cremona e gravati da atti di precetto e pignoramento da parte dei creditori (per la quasi totalità istituti di credito).

L’ultima operazione delle Fiamme Gialle cremonesi è stata eseguita in funzione delle norme contenute nel D.Lgs. 159/2011, c.d. Codice Antimafia. Alla base del provvedimento vi è l’accertata pericolosità sociale (ricavata dai precedenti penali e di polizia del soggetto) e la sproporzione del patrimonio, direttamente o indirettamente riconducile al soggetto controllato, rispetto a quanto dallo stesso dichiarato al Fisco. L’attività rientra nella strategia operativa che mira a sfruttare in chiave repressiva tutti gli strumenti tecnico-giuridici forniti dall’ordinamento per assicurare la massima efficacia all’attività di aggressione dei patrimoni illeciti della criminalità organizzata.

E c’è di più: la “confisca di prevenzione” intervenuta nella data di ieri, infatti, mantiene integri i propri effetti anche nel caso di una possibile assoluzione dell’imputato in sede processuale penale in quanto, ad esempio, gli elementi indiziari non siano idonei o sufficienti a fondare l’accusa. L’operato odierno delle Fiamme Gialle evidenzia come soltanto attraverso l’analisi dei flussi finanziari e la conseguente aggressione dei patrimoni illeciti si possano colpire le organizzazioni criminali nel cuore dei propri interessi economici, patrimoniali e imprenditoriali per restituire alla collettività beni da utilizzare per finalità sociali.

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