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Treviglio, contro l’alcol “peer education” nelle scuole

Di Redazione14 novembre 2017 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Treviglio, contro l’alcol “peer education” nelle scuole
I partecipanti al progetto

TREVIGLIO — L’assessorato ai servizi sociali del Comune di Treviglio, in collaborazione con Ats ha dato il via al progetto “peer education”, educazione fra pari.

Si tratta di un’iniziativa volta a formare un gruppo di adolescenti che lavori sulla tematica del fenomeno dell’abuso di alcol, utilizzando proprio la metodologia della Peer Education. Un gruppo di ragazzi frequentanti il Liceo delle Scienze Umane presso l’Istituto G. Oberdan e il Tecnico Grafica e Comunicazione dell’Istituto Zenale e Buttinone di Treviglio è stato inserito in un percorso di “alternanza scuola-lavoro”.

Il progetto ha preso il via a ottobre 2017 e ha coinvolto 13 ragazzi frequentanti una classe IV di ciascuna delle scuole secondarie di secondo grado coinvolte. Il percorso è stato suddiviso in tre fasi con un monte ore complessivo di 70 ore.

La prima fase sarà finalizzata alla selezione, alla formazione dei peer educator e alla progettazione delle azioni. Due incontri di 2 ore per ogni classe coinvolta. Un primo incontro dedicato alla presentazione dell’iniziativa e alla raccolta delle rappresentazioni dei ragazzi in merito al tema del consumo di alcol; nel secondo incontro, di carattere più formativo, verranno utilizzati strumenti scientificamente validati e proposte attività che prevedano il coinvolgimento dei ragazzi stessi. Al termine verranno raccolte le iscrizioni, con un numero massimo di 7 ragazzi per ciascuna classe. Nel caso in cui il numero risultasse superiore, si procederà con un sorteggio. Formazione dei peer educators. Il percorso si svolgerà in orario extrascolastico da ottobre a novembre 2017 per un totale di 16 ore. Durante gli incontri si alterneranno momenti di attività autonoma dei ragazzi e formazione d’aula con esperti (minimo 5 ore). Sede degli incontri sarà l’Auditorium Centro Civico Culturale – Largo Marinai d’Italia, Treviglio. Durante gli incontri, se ne sono svolti già quattro, i ragazzi approfondiranno le informazioni in loro possesso utilizzando materiale specialistico fornito da Ats e individuando altre fonti attraverso un lavoro di ricerca autonoma. La finalità di tale approfondimento sarà quella di utilizzare le informazioni raccolte per la produzione di un mezzo grafico/multimediale che verrà adoperato per gli interventi di peer education.

La seconda fase avrà inizio indicativamente da fine novembre per un totale di 20 ore e sarà finalizzata alla realizzazione di un prodotto grafico/multimediale, da progettare in base sia alle competenze e motivazioni espresse dal gruppo, sia alle informazioni raccolte ed elaborate dagli studenti. Il prodotto sarà utilizzato per gli interventi nelle classi I del Liceo delle Scienze umane dell’Istituto Oberdan e del Tecnico Grafica e Comunicazione dell’Istituto Zenale e Butinone.

La terza fase, da svolgersi nel secondo quadrimestre, prevederà un impiego di 30 ore: per svolgere due ulteriori incontri formativi finalizzati a fornire strumenti e competenze di peer education e per gli interventi nelle classi.

“Vogliamo mantenere alta l’attenzione sulla famiglia e sui giovani – ha spiegato l’assessore ai servizi sociali Pinuccia Prandina -. I giovani rappresentano un target di popolazione molto vulnerabile ed esposto ai rischi legati all’uso di sostanze alcoliche; non secondario il fatto che ormai oltre il 50 per cento dei ragazzi l’incontro con l’alcol avviene fuori di casa. Ci sono luoghi come le discoteche, i concerti di musica, le happy hour, dove il consumo di alcol è elevato e i giovani che partecipano sono più esposti rispetto ad altri che non li frequentano. A conclusione del progetto auspico che la formazione dei ragazzi iscritti alla formazione del “peer education” possano essere di aiuto nelle scuole, per veicolare ai loro compagni messaggi positivi e informare dettagliatamente l’inutilità del consumo di alcol. Ai 13 ragazzi un grazie e un messaggio “ogni avventura vale la pena di essere vissuta”, la comunità ve ne sarà riconoscente”.

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