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Fattura elettronica per la PA: ecco come funziona

Di Redazione13 novembre 2017 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

L'avvocato Vincenzo Fusco spiega il documento necessario per le imprese e la pubblica amministrazione

Fattura elettronica per la PA: ecco come funziona
Fattura elettronica per la pubblica amministrazione

Gentile avvocato,
sono titolare di una ditta che installa impianti e mi capita di effettuare lavori anche nei confronti di pubbliche amministrazioni, che richiedono, ai fini del pagamento, la fattura elettronica. Gradirei cortesemente avere qualche indicazione più dettagliata sull’argomento.

Caro lettore,
la legge definisce “elettronica” la fattura “che è stata emessa e ricevuta in un qualunque formato elettronico” (formato xml, o qualsiasi altro formato elettronico che risulti inalterabile), e che, dal momento della sua emissione fino al termine fissato per la sua conservazione, garantisca il rispetto dei seguenti requisiti: autenticità dell’origine (così che l’emittente e il destinatario del documento siano individuabili); integrità del contenuto (vale a dire la sua inalterabilità): la fattura, infatti, può essere convertita in altri formati rispetto a quello originario, purché il contenuto obbligatorio rimanga inalterato; la leggibilità del documento, su schermo o tramite stampa.

Il soggetto che emette il documento non è obbligato ad adottare una tecnologia specifica per la fatturazione elettronica, ben potendo utilizzare sistemi di controllo di gestione, firma elettronica digitale, sistemi Edi (Electronic data interchange) di trasmissione elettronica dei dati o altre tecnologie idonee.

La fattura elettronica si ha per emessa quando il soggetto emittente la trasmette al proprio cliente/destinatario per posta elettronica, oppure la mette a disposizione del cliente tramite un supporto informatico che permette di effettuare il download del documento (ad esempio quando l’emittente mette a disposizione un link inviato via email, tramite il quale è possibile effettuare il download).

L’utilizzo della fattura elettronica è subordinato all’accettazione da parte del destinatario; peraltro, a partire dal gennaio 2013, la legge impone che le fatture elettroniche debbano essere conservate necessariamente in modalità elettronica, conformemente a quanto previsto dal codice dell’amministrazione digitale.

Vincenzo Fusco

Vincenzo Fusco

Sin qui, a grandi linee, le indicazioni che riguardano la fattura elettronica in generale; la fattura elettronica nei confronti della pubblica amministrazione, invece, ha delle caratteristiche ben precise, che proverò di seguito sinteticamente ad indicare.

L’obbligo di fatturazione nei confronti della pubblica amministrazione è stato introdotto con la legge finanziaria per il 2008, ma solo a partire dal 31.03.2015 viene applicato in modo generalizzato. Sono tenuti ad emettere fattura in formato elettronico, per le operazioni effettuate nei confronti della pubblica amministrazione, tutti i titolari di partita iva residenti in Italia.

Le amministrazioni interessate dall’obbligo in parola sono quelle individuate dall’articolo 1. Tra le altre si ricordano, per esempio, le amministrazioni dello Stato, comprese le scuole, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane, le camere di commercio, gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali (compresi gli ordini professionali), le aziende ed enti del Servizio sanitario nazionale e così via.

Ciascuna pubblica amministrazione è dotata dei codici univoci di identificazione da comunicare ai fornitori, in modo che questi ultimi possano riportare detti codici nella fattura.
Le fatture elettroniche destinate alla pubblica amministrazione, rispetto alle altre fatture elettroniche, devono contenere alcune specifiche indicazioni ed osservare ben precise regole procedurali: la “fattura Pa” deve infatti essere emessa in formato XML (extensible markup language), di modo che possa essere gestita dagli operatori in modo uniforme e standardizzato, essa deve poi essere provvista di un riferimento temporale e deve essere sottoscritta con firma elettronica qualificata o digitale.

Per quanto attiene al contenuto informativo, la “fattura Pa” deve riportare – oltre ai consueti dati fiscali previsti dall’art. 21 del DPR 633/72 (data di emissione; numero progressivo; dati del cedente/prestatore e del cessionario/committente; natura, quantità e qualità dei beni e servizi; corrispettivi e altri dati necessari per la determinazione della base imponibile; aliquota, ammontare dell’imposta, imponibile, annotazione “scissione dei pagamenti”, ove prevista) – anche i dati di natura non fiscale definiti dall’Allegato A al Decreto ministeriale 55/2013, necessari per una corretta trasmissione del documento (dati aggiuntivi del soggetto trasmittente; progressivo univoco del file; versione del tracciato utilizzato; codice univoco Ipa assegnato al destinatario).

È necessario, infine, che la fattura elettronica rechi l’indicazione del “codice identificativo di gara” (Cig) e del “codice unico di progetto” (Cup), a cura della stazione appaltante, nei contratti di appalto.

Altra particolarità della fatturazione nei confronti della pubblica Amministrazione è il cosiddetto “split payment”: trattasi di un particolare meccanismo per cui l’iva di rivalsa, anziché essere pagata al fornitore (obbligato a sua volta a versarla all’erario), viene corrisposta direttamente da parte della pubblica amministrazione. Quindi, il fornitore riporta nel campo “esigibilità iva” della fattura elettronica il valore “S” (scissione dei pagamenti).

Vale la pena ricordare, infine, che l’Agenzia delle entrate ha messo a disposizione, sul proprio sito, un servizio gratuito per la generazione, trasmissione e conservazione delle fatture elettroniche (piattaforma “fatture e corrispettivi”), utilizzabile sia per la fatturazione verso la pubblica amministrazione, sia per la fatturazione verso operatori economici privati.

Vincenzo Fusco

L’avvocato Vincenzo Fusco si occupa prevalentemente di diritto tributario. Fa parte del direttivo di Aiga (Associazione Italiana giovani avvocati) di Bergamo.

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