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Colognola

La lettera: ecco come si vive all’ombra dell’aeroporto

Di Redazione27 Ottobre 2017 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Lettera dell'ex consigliere comunale Francesco Benigni in cui racconta la vita all'ombra degli aerei

La lettera: ecco come si vive all’ombra dell’aeroporto
Un aereo sopra i tetti di Colognola

BERGAMO — Riceviamo e pubblichiamo questo contributo da parte dell’ex consigliere comunale Francesco Benigni, circa la situazione del vivere quotidiano a poca distanza dall’aeroporto di Orio al Serio.

Egregio direttore,
credo che il più volte paventato limite di rottura della compatibilità ambientale tra l’attività dell’aeroporto di Orio al Serio e i diritti di quanti risiedono nei dintorni aeroportuali sia stato ormai raggiunto e ampiamente superato. La sperimentazione in atto delle nuove rotte non ha cambiato gran che rispetto a quanto da almeno un anno stava già negativamente avvenendo: decolli a go go verso la città con rotte variabili tra la virata stretta sull’autostrada (quella ufficialmente in vigore) e quella più lineare sulla circonvallazione; e gli orari? Si va dalle 6.20 del mattino alle 0,45 di notte. E in alcuni giorni, alla mattina, tra le 6.30 e le 8 si possono contare decine di decolli.

L’unica novità rispetto a prima è costituita dall’infelice decisione di fare atterrare gli aerei da ovest, nella convinzione di diminuire il carico complessivo di rumore sul quartiere di Colognola: ma se il rumore di un aereo in atterraggio oggettivamente è minore, maggiore è l’apprensione dei cittadini che si vedono aerei volteggiare a poche decine di metri sopra di loro, e soprattutto preoccupati, al di là dei possibili incidenti, per gli scarichi che gli aerei, vista la loro bassa quota, rilasciano direttamente sulle loro case, sui giardini e sugli orti.

Il consistente aumento del traffico aeroportuale in questi ultimi anni impone che si cominci seriamente ad affrontare alcuni nodi vitali sulla gestione di un problema che ha assunto ormai preoccupanti risvolti di incompatibilità ambientale per le comunità (non parlo solo di Colognola) che sono costrette a subirlo.

La situazione, infatti, si è fatta oggettivamente insostenibile; la sera non ci è più consentito vivere nelle nostre abitazioni momenti di relax dopo una giornata di lavoro: i più piccoli piangono perché svegliati di soprassalto, le telefonate di parenti e amici continuamente interrotte, interrotte pure le conversazioni in casa; guardare semplicemente la televisione diventa impresa ardua. Se poi si ha la disavventura di addormentarsi subito dopo le 23.00, ecco che spesso un decollo fuori orario ti sveglia intorno alla mezzanotte e ti costringe a contar pecore fino a notte fonda.

Mi scusi, direttore, ma questa non è una vita dignitosa, e francamente sono tra i molti che non riescono a inorgoglirsi dei record di passeggeri di continuo evidenziati sui quotidiani.

E i limiti imposti dal piano di valutazione di impatto ambientale? Sembra non debbano più costituire un ostacolo allo sviluppo di Orio: da più parti si auspica addirittura il raddoppio dell’attività aeroportuale, affermando che l’aeroporto non può fermarsi perché altrimenti muore.

A me pare che sia un atteggiamento che ignora le prescrizioni ministeriali che impongono al nostro aeroporto un limite di operatività proprio in ragione della sua ubicazione in un contesto territoriale fortemente antropizzato. In più parti della relazione Via si fa menzione a questi limiti operativi (prima stabiliti in numero di passeggeri e poi in numero di movimenti di aeromobili), nonché ad una serie di prescrizioni di interventi da attuarsi proprio per l’alta densità abitativa del territorio che lo circonda, soprattutto verso ovest. A cosa sono serviti i non pochi odg presentati sul problema dal passato consiglio comunale e da consigli di altri Comuni che, nel rispetto del loro compito di tutelare diritti e interessi delle proprie comunità, hanno chiesto il rispetto del tetto massimo dei movimenti consentiti dal Via, nonché l’accantonamento di ogni velleità di sfondarlo, puntando a traguardi senza limiti?

La valenza economica ed occupazionale dell’aeroporto non è in discussione: quello che occorre mettere in discussione è fino a quando è legittimo proseguire, in nome degli interessi e dei profitti economici, su una strada lesiva del diritto alla salute, alla quiete e alla sicurezza dei cittadini. Mi piace, al riguardo, qui ricordare il senso di un monito di Papa Benedetto XVI fatto ai responsabili di governo di tutto il mondo: il progresso e gli interessi economici non possono essere perseguiti contro l’uomo, la sua dignità e i suoi inalienabili diritti, diritti che, quindi, non possono essere ostaggio dell’occupazione.

Al presidente di Sacbo Roberto Bruni, l’augurio per un lavoro che so essere particolarmente gravoso. Ma che spero venga svolto anche in coerenza con quanto dallo stesso sottoscritto negli ultimi odg votati all’unanimità dal passato consiglio comunale del quale faceva, come il sottoscritto, parte.

Francesco Benigni

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