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La Dea in rosa

Atalanta, partita fra l’infarto e la gioia

Di Redazione20 ottobre 2017 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Atalanta, partita fra l’infarto e la gioia
I tifosi atalantini

Ma che bella giornata. No, non sono psicopatica. Ho aperto anch’io stamattina le ante e ho visto il cielo grigio, ho indossato per la prima volta il piumino pesante e calzettoni di lana. Ma il cuore quello no, è caldo per il partitone dell’Atalanta.

Ieri sera davanti alla televisione io e mio figlio Leonardo (che si becca le figurine se la nostra vince) abbiamo vissuto continue emozioni. Innanzitutto devo fare i complimenti a tutti i tifosi nerazzurri che ieri hanno raggiunto Reggio Emilia. Ancora stamattina riguardo i video che mi hanno inviato. Ieri in televisione si sentivano solo loro, con i loro incitamenti, cori: mamma mia che emozione. E la coreografia con lo skyline di Bergamo?

Quando è iniziata la partita, ho sentito lo spettro di Genova aleggiare. I nostri 11 hanno iniziato a giocare forte e subito ho pensato a domenica scorsa. Poi anche Beppe Bergomi ha ricordato il fattaccio e a quel punto ho iniziato a perlustrare il divano alla ricerca di oggetti scaramantici. Quando Ilic ha segnato è stato un tripudio. Leonardo è andato in camera a prendere l’album, io ho iniziato a whatsappare con amiche e amici rigorosamente non nerazzurri. Bene, ho pensato, abbiamo lo spirito giusto.

Ho notato con piacere che Leonardo Spinazzola é entrato sempre di più nel mood atalantino. Certo, quando al 13 del primo tempo Freuler mi sbaglia, mannaggia, alzo gli occhi al soffitto e penso “non iniziamo a buttare via tutte le occasioni, come quel giorno sopra menzionato”.

Finito il primo tempo ho iniziato a sentire anche telefonicamente le amiche. Il pensiero unanime era: vantaggio meritato, ma l’1-0 era pochino viste le occasioni avute, dovevamo essere più concreti. Tuttavia eravamo tutte della stessa opinione: non dovevamo criticare, perché bisogna sostenere la squadra in questi casi.

Inizia il secondo tempo, sembra partire con il piede giusto, ma accade qualcosa. No: la squadra avversaria ha un’occasione, una, e gol. Mio figlio esclama “ecco, anche a ‘sto giro niente figurine”: credo siano state queste le sue parole, perché sinceramente ero in catalessi.

Un mio amico milanista subito si precipita a scrivermi che faremo la fine di domenica. Inizio e temere, ma ecco che il mio Petagnone segna. Ma sì, togliti la maglia, la maglietta della salute, fai una capriola, fanne un’altra, insomma fai tutto quello che vuoi, ma continua così.

Bravi, bravi ragazzi. Freuler è stato fantastico. Papu pur avendo un dolore al piede s’è dimostrato prezioso. Hanno tirato fuori le unghie e stravolto il risultato: scusate se è poco.

Ovviamente è subito partita la risposta al mio amico milanista. Diciamo che non sono stata di molte parole: ho usato alcune emoticons che rappresentavano bene il mio pensiero. Oggi è una bella giornata: per me, la mia città, la mia squadra, mio figlio. Un po’ meno per il mio amico milanista.

Maura Bonalumi

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