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Parola all'avvocato

Il dubbio: ma la casa costruita è mia o anche di mio marito?

Di Redazione2 ottobre 2017 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

L'avvocato Cristina Ialongo spiega quali sono le casistiche che propendono per l'uno o per l'altro

Il dubbio: ma la casa costruita è mia o anche di mio marito?
Casa

Gentile Avvocato, sono sposata in regime di comunione legale e, prima del matrimonio, ho acquistato un terreno dove vorrei realizzare una costruzione ma, per far fronte alle spese, io e mio marito venderemmo un bene comune. La costruzione ricadrà nella comunione o sarà un mio bene personale?

Gentile signora,
la costruzione su suolo di proprietà rientra nella fattispecie dell’accessione ai sensi dell’art. 934 c.c. il quale recita: “ Qualunque piantagione, costruzione od opera esistente sopra o sotto il suolo appartiene al proprietario di questo”, salvo eccezioni di legge. Il diritto di famiglia ha subito una radicale riforma con la Legge n. 151/1975 che, individuando la comunione legale quale regime patrimoniale dei coniugi, ne ha regolamentato diversi aspetti.

La legge presenta però diverse ombre nell’applicazione concreta e il suo quesito non trova una risposta chiara nel codice. L’art. 177 a) afferma che gli acquisti compiuti dai due coniugi insieme o separatamente durante il matrimonio, ad esclusione di quelli relativi ai beni personali, costituiscono oggetto della comunione.

Cristina Ialongo

Cristina Ialongo

Come conciliare il principio dell’accessione immobiliare con l’art. 177 a)? Più semplicemente, la nuova costruzione sarà di proprietà sua o ricadrà in comunione con suo marito?

E’ necessario distinguere tra la costruzione realizzata, in regime di comunione legale, con materiali acquistati con beni personali e quella realizzata con materiali acquistati con beni comuni.

Nel primo caso non esiste dubbio che la costruzione non appartenga alla comunione. Anche nel secondo caso, la costruzione rimane di proprietà del coniuge che ha edificato e tale principio è stato sancito dalla Cassazione fin dal 1991 (Cass. Civ. n. 6622) trovando ulteriori conferme nelle successive pronunce.

Concludendo, il principio dell’accessione prevale sempre sulla comunione e il coniuge che ha partecipato alle spese potrà vantare un diritto di credito sulla metà dei beni comuni utilizzati per la realizzazione della costruzione.

Cristina Ialongo

L’avvocato Cristina Ialongo si occupa di diritto civile. Fa parte del Comitato scientifico Aiga Bergamo (Commissione diritto di famiglia).

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