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Treviglio

Violenze nella Bassa: Treviglio in campo

Di Redazione21 settembre 2017 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Con il progetto "Non sei sola". Presto sportello antiviolenza sulle donne anche all'ospedale di Romano

Violenze nella Bassa: Treviglio in campo
L'incontro della rete interistituzionale antiviolenza

TREVIGLIO — Uno sportello antiviolenza anche a Romano di Lombardia, in una zona che ne è sguarnita. E’ questo uno degli obiettivi del progetto di contrasto alla violenza sulle donne “Non sei sola”, messo in campo dalla rete fra istituzioni che in Bergamasca fa capo al Comune di Treviglio.

“Mi permetta di esprimere grande vicinanza all’operatrice della struttura di Fontanella che ha subito una violenza brutale da chi gli offriva ospitalità – ha tenuto a sottolineare il vicesindaco di Treviglio Pinuccia Prandina -. I fatti di cronaca sono terribili e dicono che c’è una grande necessità di intervenire anche da parte delle istituzioni. Per questo da anni abbiamo messo in campo questo progetto che si chiama significativamente ‘Non sei sola’”.

Il progetto è stato finanziato da Regione Lombardia con 147 mila euro. Vedrà l’apertura di uno sportello-centro antiviolenza all’ospedale di Romano di Lombardia, perché la zona è completamente sguarnita di presìdi di accompagnamento e di ascolto per donne che subiscono violenze.

Pinuccia Prandina

Pinuccia Prandina

Lo scorso martedì 19 settembre nella sala consiliare del Comune di Treviglio si è tenuto un incontro rivolto a tutti i componenti della rete interistituzionale per la prevenzione, contrasto e sostegno a favore di donne vittime di violenza, che fanno parte del progetto.

Si tratta di Regione Lombardia, Comune di Treviglio, Provincia, Procura della Repubblica, Ufficio Scolastico Provinciale, Forze dell’ordine, Asst Bergamo Ovest, Ats, Risorsa Sociale della Gera d’Adda, Ufficio di piano, Commissione pari opportunità, Consiglio delle donne, Cooperativa sociale Sirio, Casa delle donne, Soroptimis, comunità Padri Somaschi. Il perimetro della rete si è poi esteso fino ad abbracciare l’ambito di Romano di Lombardia.

Al tavolo dei relatori c’erano il vicesindaco Prandina, Cecilia Gipponi (coordinatrice della rete) e Monica Falchetti (responsabile del settore Servizi Sociali).

Il progetto è giunto alla sua terza annualità. Nella prima fase è stata costituita una cabina di regia, dove principalmente si è focalizzata l’attenzione al fenomeno. Si è poi attivato un percorso significativo di formazione come strumento per attivare procedure comuni: uniformare i linguaggi, lavorare in sinergia e predisporre un protocollo operativo. Dopo i primi interventi su Treviglio, il prossimo passo, dicevamo, sarà l’apertura dello sportello antiviolenza di Romano. Mai come ora progetti del genere sono necessari.

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