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Politica

Ongaro (Lega): no al tram delle valli fino a Vertova

Di massimiliano formisano13 luglio 2017 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Ongaro (Lega): no al tram delle valli fino a Vertova
Il tram sarà disponibile fino alle 2 di notte

GAZZANIGA — Niente prolungamento della linea del tram delle valli fino a Vertova. Ad esprimere parere contrario alla penetrazione dell’infrastruttura in Valseriana è il capogruppo della Lega Nord a Gazzaniga Alberto Ongaro.

Il prolungamento della linea Teb fino a Vertova è un’idea che si ripresenta ciclicamente in Valseriana. Un’opera così imponente richiede tempistiche non indifferenti per essere realizzata e completata. Ma soprattutto non è vista da tutti come necessaria e funzionale.

Ongaro è fra questi: ““Condivido pienamente le perplessità del nostro sindaco Merelli. In campagna elettorale piace parlare di grandi opere come strade, ponti, ferrovie e infatti ad ogni occasione salta fuori il prolungamento della Ten fino a Vertova. A questo punto perchè non fino a Clusone? Quindi, al di là delle tempistiche che saranno nell’ordine di almeno 10-15 anni se tutto va bene, si parla del prolungamento come la soluzione di tutti i mali, di rilancio, di sviluppo. Ma dove vivete?”

“Io, che la Teb la prendo tutti i giorni, dove ci sono le fermate vedo tanta sporcizia e sbandati di ogni genere, in particolare a Borgo Palazzo, Ranica ed Alzano, vedi il recente episodio della rissa alla fermata Teb di Alzano o quello di qualche mese fa a Borgo Palazzo dove un africano ha minacciato di morte il tranviere”, continua Ongaro.

“Si parla poi di avvicinare la città alla Valle, ma in che modo? Il tram Albino–Bergamo impiega 30 minuti per percorrere 13 chilometri. Esattamente come quando c’erano gli autobus. Negli orari di punta da Alzano a Bergamo è quasi impossibile salire da tanto è pieno. Non bisogna mai ragionare sull’onda dell’emozione ma valutare attentamente anche le ricadute e i disagi che un opera come questa porterebbe a Gazzaniga. Per noi vorrebbe dire perdere numerosi parcheggi al piazzale del mercato (vitali per le attività commerciali), spostare un mercato con oltre 100 bancarelle (il 2° più grande della valle), chiudere via XXIV Maggio e i relativi accessi carrabili. Vorrebbe dire congestionare ulteriormente un paese che il sabato (giorno di mercato) tra studenti dell’Isiss e gente che va al mercato vede quasi raddoppiare la popolazione. Facciamo attenzione a mettere sul piatto costi e benefici reali”.

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