iscrizionenewslettergif
bergamosvil1png
Politica

Alla ricerca di un Centro di gravità permanente

Di Redazione19 maggio 2017 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Qualcosa si muove a livello territoriale. E chi sa che qualcuno, con lo sguardo un po’ più lungo, abbia capito

Alla ricerca di un Centro di gravità permanente
Palazzo Frizzoni, sede dell'amministrazione comunale di Bergamo

L’elezione di Macron in Francia ha reso evidente ciò che era già conosciuto: chi conquista il centro vince. A questa lapalissiana evidenza ha aggiunto una precisazione: la ricerca del centro non avviene più attraverso un partito che si dichiarerà di centrodestra o di centrosinistra ma attraverso un non partito il cui leader sia capace di esporre un progetto chiaro e credibile.

Un progetto che rianimi il desiderio di riscatto personale attraverso l’impegno civile, un progetto nazionale, attraverso riforme istituzionali e legislative che rilancino la ripresa e l’occupazione, in un contesto largo, l’Europa, nel quale giocare un ruolo da comprimari.

Tutto questo nella consapevolezza che non c’è più spazio per le illusioni e né per le scorciatoie e le inutili arrabbiate proteste, per quanto comprensibili e legittime, manifestate a suon di voti accordati a chi propone soluzioni tanto semplici da essere spesso ridicole. Tali voti sono spesso la manifestazione elettorale di una larga platea di esasperati che lancia così i suoi “vaffa” in modo non scurrile, forse liberatorio e tuttavia poco utile alla risoluzione dei suoi problemi.

E’ questo un popolo al quale non si può spiegare la bontà della globalizzazione affermando che ha portato la diminuzione della povertà nel mondo, una vita migliore per i contadini cinesi, mentre a loro ha portato disoccupazione, impoverimento, insicurezza personale e sociale, disuguaglianza, sempre più larghe sacche di marginalità e nel contempo il valore del lavoro si discredita e quello del capitale cresce a dismisura. E’ un popolo del quale bisogna comprendere le ragioni del suo anti europeismo e della sua avversione per l’Euro, senza tentare di dargli lezioni di democrazia e senza disprezzarlo quando vota come non ci piace.

Forse è sbagliata la diagnosi sulle cause della crisi e, come sostiene Bragantini, è la debolezza della domanda, dovuta alle gravi disuguaglianze nei paesi sviluppati, più che l’eccessivo debito pubblico a generarla e mantenerla.

Comunque sia rimane il problema della conquista del centro, del corpo elettorale moderato, di tutta quella parte che non ha più riferimenti politici, che ha perso la sua connotazione, che patisce la mortificazione di una condizione sociale perduta nell’indistinta classe di consumatori low-cost nella quale si trova relegata, dei piccoli imprenditori che se non sono stati costretti a chiudere, sopravvivono, degli operai e degli impiegati che hanno visto drasticamente ridursi il loro tenore di vita, già modesto.

Non so se qualcuno nel nostro Paese saprà far tesoro dell’esperienza francese. A me non sembra di ravvisare segnali in tal senso, sia a destra sia a sinistra, non sinistra, che a sinistra sinistra. Dico questo perché constato che i possibili protagonisti partono tutti dai partiti attorno ai quali raccogliere alleanze. Può darsi che, da questo punto di vista, l’Italia, per la sua storia fatta di tanti campanili, costituisca un’ anomalia e che Forza Italia aggreghi il centrodestra e il Pd raccolga attorno a sé il centrosinistra e riescano poi a raccogliere il consenso necessario a governare.

Tutti hanno sostenuto e sostengono che la fine dei partiti, così come li abbiamo conosciuti nel secolo appena passato, sia ormai un fatto. Tuttavia mi sorge il sospetto che si pensi che questo sia un fatto che appartenga solo alla Francia, che l’Italia sia un’altra cosa, che il populismo nostrano, in fondo, alla prova della responsabilità di governo, così come sta avvenendo a Roma, per esempio, si sgonfi e deluda generando una crisi di rigetto.

E’ anche vero che, stranamente, gli stessi “grillini” non parlano mai del sindaco di Torino che sembra stia lavorando bene senza mettersi, con sobrietà sabauda, in mostra.

Tuttavia, forse qualcosa si muove a livello territoriale e chi sa che qualcuno, con lo sguardo un po’ più lungo, abbia capito e si attrezzi con sagacia e lungimiranza.

A breve ci saranno le elezioni regionali e poi le comunali: si muoverà qualcosa di nuovo nell’apparente palude politica nella quale l’unico segno di vita è il gracidare delle rane alla luna?

Giuseppe Petralia

L’assessore Terzi attacca Gori: che ci fa alla marcia di Milano?

Claudia TerziBERGAMO -- "Il mondo sta andando alla rovescia: è in atto un’invasione a scapito del ...

Passaporti online: Lega, Pd e Fi incontrano il questore

BERGAMO -- Nella mattinata di venerdì i segretari provinciali di Lega Nord, Forza Italia e ...