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Cultura

Contemporary Locus: dodicesima edizione nell’ex Diurno

Di Redazione16 Maggio 2017 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Contemporary Locus: dodicesima edizione nell’ex Diurno
Contemporary Locus all'ex Diurno di Bergamo (foto Mario Albergati)

Gli organizzatori hanno deciso di utilizzare, come sempre, un luogo decisamente suggestivo. Si terrà negli spazi dell’ex Diurno di Bergamo la nuova edizione, numero 12, di Contemporary Locus.

La mostra, con gli artisti Kader Attia e Alvin Curran, si tiene nel grande androne sottostante Piazza Dante, nel centro di Bergamo. La struttura circolare sotterranea di 1200 metri quadri, a cui si accede attraverso un’amplia scalinata, fu inizialmente pensata come rifugio antiaereo e poi convertita in Albergo Diurno dal 1949 al 1978 con funzioni igienico-sanitarie, commerciali e ricreative.

Vincolato dalla Soprintendenza ai beni artistici e architettonici, l’ex Albergo Diurno è uno dei luoghi più suggestivi della storia sociale della città, presente nella memoria di intere generazioni, ma nascosto da oltre 40 anni agli occhi della comunità.

Qui esporrà l’artista francese Kader Attia che vive e lavora tra Berlino, Parigi e Algeri. Riconosciuto internazionalmente per l’attualità e l’urgenza dei temi affrontati e proposti con opere di grande impatto (sculture, installazioni ambientali e video) nelle principali manifestazioni internazionali quali Documenta, la Biennale di Venezia – dove è presente anche nel 2017, Kader è tra gli artisti invitati dalla curatrice Christine Macel – e con esposizioni personali nei più importanti musei.

Fondamentale nella sua ricerca e nella sua poetica è il concetto di repair (riparazione), non solo fisica ma anche morale. Nel lavoro di Kader Attia repair non implica un ideale di perfezione o ri-creazione di una condizione originaria o ideale, ma, al contrario, significa coinvolgere la memoria, la sua forza politica ed evocativa per favorire la sua capacità di “riparare le fratture della storia”.

La condizione di totale dismissione dell’ex Albergo Diurno e la sua pianta a panottico sono gli elementi che hanno influenzato il progetto dell’artista per Contemporry Locus 12: una grande scultura che rimanda a La Colonie (spazio di confronto teorico e artistico aperto a Parigi dall’artista), l’installazione slide show “The Repair” e la proiezione del film “Reflecting Memory” con il quale l’artista ha vinto l’ultimo Prix Duchamp. (Il 28 maggio alle ore 21, presso l’Auditorium di Piazza della Libertà a Bergamo, si svolge una proiezione speciale del film in una nuova edizione italiana).

Il secondo artista ad esporre al Diurno sarà l’americano Alvin Curran, pioniere della musica elettronica che ha condiviso la sua sperimentazione con alcune personalità d’avanguardia degli anni ’60 come John Cage e Nam June Paik per proseguire lungo tutta la sua carriera con azioni, performance e concerti in ogni parte del mondo.

Conosciuto come irrefrenabile sperimentatore e collezionista di suoni estrapolati dalla quotidianità, fondatore di Musica Elettronica Viva e poi vicino alla ricerca minimalista, Curran si distingue per la sua capacità di comporre frammenti sonori e azioni che si tramutano in trasgressivi ed empatici paesaggi sonori. Appartengono alla pratica di Curran anche la straordinaria capacità di coinvolgere artisti, musicisti e autori di diversa origine e ricerca, la volontà di trasformare ogni esperienza colta e sperimentale in un’opportunità di condivisione che non distingue fra adepti e profani, così come la capacità di governare azioni partecipative complesse.

La struttura circolare dell’ex Albergo Diurno e la sua iperbolica capacità di intrecciare le onde sonore con risonanze inaspettate sono il soggetto di una performance, “Concerto per vasca da bagno e orchestra”, a più musicisti e strumenti – tra cui anche un biliardo – con la collaborazione dell’Istituto superiore di studi musicali Gaetano Donizetti. La performance, che si svolge il 19 maggio durante l’opening di Contemporary Locus 12, si trasforma poi in una partitura a più voci che abita l’ex Albergo Diurno per tutta la durata della mostra. Attraverso i suoni registrati, elaborati e ambientati, restituiti nella sequenza serrata delle stanze dell’ex Albergo Diurno, la composizione di Alvin Curran si trasforma in un’architettura sonora che restituisce voce e immaginazione a questo luogo.

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