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Parola all'avvocato

Mantenimento dei figli: cosa fare con l’ex inadempiente

Di Redazione15 maggio 2017 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

L'avvocato Elisabetta Luzzana spiega quali sono le vie legali da intraprendere per salvaguardare i bimbi

Mantenimento dei figli: cosa fare con l’ex inadempiente
Diritto di famiglia

Gentile avvocato, sono madre di due figli minori e presto attività lavorativa presso una ditta locale per l’importo mensile lordo di mille euro. Il padre dei miei due figli è disoccupato e non contribuisce in nessun modo al loro mantenimento, non versa né il minimo mensile stabilito dal tribunale, né il 50 per cento delle spese straordinarie, tutti i tentativi di pignoramento sono stati vani e io mi trovo costretta a far fronte economicamente alle spese dell’intero nucleo familiare senza l’aiuto di nessuno. I miei ex suoceri sono entrambi pensionati, ma proprietari di due beni immobili e uno di questi è concesso in locazione. Posso agire nei loro confronti?

Cortese lettore, l’articolo 147 del codice civile impone l’obbligo ai genitori di mantenere economicamente i propri figli: se uno dei due non voglia o non possa adempiervi, l’altro, nel preminente interesse della prole, deve farvi fronte con tutte le sue risorse patrimoniali e reddituali e deve sfruttare la sua capacità di lavoro, fatta salva la possibilità di agire contro l’inadempiente per ottenere un contributo proporzionale alle sue condizioni economiche.

Tuttavia, recita l’art. 316 bis c.c., quando i genitori non hanno i mezzi sufficienti per provvedere al mantenimento dei figli “gli altri ascendenti, in ordine di prossimità, sono tenuti a fornire ai genitori stessi i mezzi necessari affinché possano adempiere i loro doveri nei confronti dei figli”.

Trattasi di un obbligo normativo di natura sussidiaria (gli ascendenti non si sostituiscono ai genitori), il cui scopo è quello di salvaguardare con la necessaria celerità e assolutezza i minori, che si concretizza non solo nei casi di impossibilità oggettiva di provvedere al mantenimento della prole da parte dei genitori, ma anche in quello di omissione volontaria da parte o di entrambi, o di uno solo di essi, laddove l’altro non sia in grado di provvedervi da solo.

Elisabetta Luzzana

Elisabetta Luzzana

Ne consegue che, ai fini dell’imposizione agli ascendenti dell’obbligo sussidiario di mantenimento ai sensi dell’art. 316 bis c.c., occorre che il genitore ricorrente non solo dia prova dell’inadempimento (volontario o involontario) dell’obbligo di mantenimento da parte dell’altro genitore, ma dimostri altresì la propria impossibilità di provvedere al mantenimento del figlio. Dovranno, altresì, essere prese in debita considerazione le condizioni economiche degli ascendenti, al fine di valutare l’effettiva possibilità per questi ultimi di poter contribuire al mantenimento dei minori.

La domanda si propone con ricorso avanti al presidente del tribunale, il quale sente l’inadempiente e assume le informazioni necessarie.

Il presidente del tribunale, ritenuta ammissibile la domanda, pronuncia un decreto, ordinando agli scendenti di corrispondere mensilmente, a titolo di contributo al mantenimento dei minori, una somma di denaro (rivalutabile annualmente secondo gli indici Istat) in favore dell’altro genitore o di chi sopporta le spese per il mantenimento, l’istruzione e l’educazione della prole.

Se il decreto è pronunciato nei soli confronti dell’obbligato, esso è in tutto assimilabile ad un decreto provvisoriamente esecutivo e, quindi, costituisce titolo per iscrivere anche ipoteca giudiziale.

Nel caso in cui, invece, sia pronunciato nei confronti dell’obbligato e di un terzo suo debitore (al quale terzo si ingiunge di versare a un altro soggetto una quota dei redditi dell’obbligato), il decreto costituisce titolo esecutivo, ma non è idoneo all’iscrizione di ipoteca giudiziale sui beni del terzo. Il decreto, una volta notificato agli interessati ed al terzo debitore, potrà essere opposto da questi nel termine di venti giorni dalla notifica.

Elisabetta Luzzana

L’avvocato Elisabetta Luzzana è membro di Aiga (Associazione italiana giovani avvocati) Bergamo e fa parte del comitato scientifico della commissione “diritto di famiglia”.

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